Terrore di salire in aereo o di attraversare una galleria in automobile?
07 Agosto 2013
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3 minuti

Terrore di salire in aereo o di attraversare una galleria in automobile?

Quando anche un semplice viaggio in auto può scatenare una vera e propria crisi di panico, può trattarsi di agorafobia. Ecco che cos'è.

Se si pensa all’agorafobia viene alla mente l’immagine di un attacco di panico che si presenta nel mezzo di una grande piazza aperta. In realtà negli ultimi anni gli esperti hanno utilizzato il termine agorafobia per definire un disturbo caratterizzato dal panico e dall’Ansia incontrollata che si presenta quando si teme di rimanere intrappolati.

Un disturbo in crescita che colpisce persone sempre più giovani e di sesso femminile: secondo l'Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH) statunitense, circa 3,2 milioni di americani convivono con l’agorafobia ed in gran parte dei casi i primi sintomi si manifestano intorno ai 20 anni.

Dover attraversare una galleria in autostrada a bordo di un’auto, oppure in treno, viaggiare su un aereo: sono situazioni che la maggior parte delle persone possono affrontare serenamente, riuscendo anche a convivere con una leggera sensazione di paura o di disagio, ma che per gli agorafobici possono trasformarsi in incubi terrificanti e impossibili da vivere.

Un semplice viaggio in auto, insomma, può scatenare una vera e propria crisi di panico e in molti casi chi soffre di agorafobia rinuncia a viaggiare perché bloccato dall’ansia anticipatoria. Tachicardia, mancanza del respiro, vampate di calore e sudorazione fredda, disturbi allo Stomaco e diarrea, Vertigini, sensazione di svenire: sono i principali sintomi della crisi di agorafobia, che deriva da un’anomala attivazione del sistema nervoso simpatico, la zona che entra in gioco quando un individuo si trova in condizione di reale pericolo e che nell’agorafobico si mette in moto anche in situazioni che non rappresentano un rischio.

Ma dove ha origine l’agorafobia? Le cause del disturbo non sono ancora del tutto chiare. Molti ritengono che l’agorafobia nasca a seguito di uno o più episodi di attacchi di panico che hanno avuto luogo in spazi aperti o su mezzi di trasporto. Il tentativo di evitare il ricordo del panico vissuto e di impedire che si ripeta spinge il soggetto ad evitare ogni tipo di situazione simile.

Ma alcuni studi recenti hanno anche osservato come nei soggetti che soffrono di attacchi di panico sia presente un'alterazione del locus ceruleus o dell’amigdala. L’insorgenza dell’agorafobia è stata associata anche ad un uso prolungato di tranquillanti e sonniferi e a disturbi dell’equilibrio e dell’orientamento spaziale. La combinazione fra terapia farmacologica e psicoterapia può essere efficace per tenere sotto controllo l’agorafobia.

Commento del medico
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L’ansia e la paura sono emozioni che sperimentano tutti ed hanno un valore funzionale in quanto ci segnalano situazioni pericolose e consentono al nostro organismo di attivarsi per rispondere ad esse.

Un attacco di panico rappresenta la forma più acuta ed intensa di ansia; nel corso della vita, soprattutto in periodi di particolare stress, può accadere di avere qualche attacco di panico, ma ciò non significa che si abbia un disturbo.

Il Disturbo da Attacchi di Panico è infatti caratterizzato da attacchi inaspettati e ripetuti, successivamente ad essi il soggetto che ne soffre si preoccupa che possano ripresentarsi e delle loro conseguenze fisiche e psicologiche. Le persone che soffrono di questo disturbo potranno quindi mettere in atto comportamenti volti ad impedire il verificarsi di altri attacchi di panico, evitando situazioni che pensano possano provocarne o affrontando tali situazioni solo dopo aver preso specifiche precauzioni.

Lo sviluppo di questi comportamenti di evitamento indica la presenza di Agorafobia. La terapia cognitivo-comportamentale per il Disturbo di Panico si basa sul presupposto che il soggetto tende ad interpretare alcuni stimoli esterni o interni come pericolosi e tali interpretazioni scatenano l’ansia e poi l’attacco di panico.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si basa sull’identificazione dei pensieri sottostanti l’interpretazione di minaccia e sulla esposizione guidata e graduale alle situazioni temute; tale trattamento è risultato in molti studi essere lo strumento più efficace per i Disturbi da Attacchi di Panico.

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