17-10-2016

Palpitazioni e sospetta sindrome pq corto

Buonasera, sono una ragazza di 25 anni che dal 2012 ha cominciato a soffrire di tachicardia a remissione spontanea. All'inizio erano episodi rari (4-5 volte l' anno, di solito il cardiopalmo si presentava di notte, e non durava più di una decina di secondi).
Ai tempi feci tutte le indagini richieste. Dall ECG ne uscì che avevo il pq corto e il blocco di branca destra minore. Feci poi l'ecocolordopler e non risultò nulla di patologico, tranne per un lieve soffio al cuore. Feci successivamente l'holter, perché il cardiologo supponeva potessi avere la sindrome del pq corto, ma dall'holter 24 h non risultò nulla, ragion per cui l'aritmologo da cui andai successivamente, mi disse di vivermi normalmente la mia vita e tornare se la frequenza di questa tachicardia fosse peggiorata.
Fino a pochi mesi fa la frequenza era più o meno la stessa. Negli ultimi mesi però, queste palpitazioni sono 'parecchio' aumentate. Negli ultimi 4 mesi mi sono venute già sei o sette volte e anche la loro durata è aumentata (da 10-15 secondi ad anche uno/due minuti), aumentando in me l'ansia (di cui soffro da sempre!) e l'ipocondria. In tutto questo ho iniziato a avvertire anche dolori leggeri e sporadici al petto sia a sx che a dx. Dolori o tipo peso, o tipo fitte, che durano pochi secondi, e che non mi impediscono di fare l'attività che in quel mentre sto svolgendo (es. camminare).

Vorrei sapere da Voi cosa ne pensate. A breve farò un ECG, e una visita con l'aritmologo, ma leggere cose su internet non mi aiuta, poiché ormai vivo con costante ansia e sempre con “un orecchio puntato sul cuore” nel tentativo di avvertire variazioni del battito, dolori e quanto altro. Insomma non sto più tranquilla, e ho paura anche per la mia vita sessuale col mio ragazzo. In quei momenti non avverto palpitazioni, sto assolutamente bene, ma son ultimamente sempre molto in ansia al pensiero che possa succedermi qualcosa durante un rapporto. Voi che ne pensate?

È possibile anche avere semplicemente il pq corto, come caratteristica 'fisiologica', senza però avere fasci di Kent, Mahaim e quant'altro, caratteristici invece delle sindromi (WPW e LGL)? Perché non so a questo punto se mi conviene indagare fino a fondo, proseguendo con l'elettrostimolazione endocavitaria (nel caso l'aritmologo me ne riparlasse), se tenermi queste palpitazioni, basandomi solo sulla supposizione del medico che, non vedendo pre-eccitazione nell'holter, ritiene non sia necessario, per ora, né l'elettrostimolazione, né l'assunzione di qualche farmaco, o se ricercare la causa altrove, per es. a livello gastrico. Dico questo perché nel 2014 ho fatto una gastroscopia e ne è risultato che soffro di reflusso duodeno gastrico, e ho una piccola ernia iatale. Potrebbero essere questi altrimenti, la causa delle mie palpitazioni? Cordialità.
Risposta di:
Prof. Luigi Iorio
Specialista in Cardiologia e Medicina interna
Risposta
Gentile sig.na, Non consulti internet per dare spiegazioni ai suoi sintomi. Non fa altro che aumentare le sue preoccupazioni. Si rivolga al suo cardiologo per capire quanto i suoi fastidi dipendono da problemi intrinseci alla conduzione intra atriale e quanto dalla sua ernia jatale con lieve reflusso. Saluti prof Luigi Iorio
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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