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Esperto Risponde

Procreazione sicura

Buongiorno a tutti. Sono un ragazzo di 28 anni. Ho abusato di eroina e cannabinoidi dai 14 fino ai 24, quando ho scelto di intraprendere un percorso di recupero a San Patrignano dove non ho più utilizzato nessuna sostanza o farmaco. Negli ultimi quattro anni ho condotto una vita molto regolare, sia nell'alimentazione che nelle attività sportive, condotte con quotidianità tra corsa ed esercizi fisici. Dopo questa premessa, la mia domanda è: per via del mio abuso di droghe, il concepimento di un figlio, potrebbe riscontrare problematiche ad oggi? La mia compagna non ha mai fatto uso di droghe, salvo in adolescenza di cannabinoidi o semplici farmaci per il sonno negli ultimi anni. Non assunti con regolarità quotidiana ma solo al bisogno. Corriamo dei rischi nella gravidanza o potrebbe essere compromessa in qualche modo la salute del bambino?

Risposta del medico
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia

Buongiorno,

in base alle mie competenze e alle conoscenze mediche attuali, il suo passato abuso di eroina e cannabinoidi NON comporta, a distanza di anni, un aumento documentato del rischio di malformazioni, problemi genetici o danni alla salute del bambino, soprattutto nelle condizioni che descrive.

Lei ha sospeso ogni sostanza da circa quattro anni, ha condotto un percorso strutturato di recupero, oggi ha uno stile di vita regolare, pratica attività fisica, cura l’alimentazione e non assume farmaci. Questo è un punto fondamentale. Gli spermatozoi si rinnovano completamente nell’arco di circa 70–90 giorni, quindi il patrimonio biologico coinvolto nel concepimento non ha alcuna “memoria” diretta dell’uso di sostanze avvenuto anni prima.

Le evidenze scientifiche indicano che:

-i rischi legati all’uso di droghe riguardano l’assunzione attiva durante il concepimento o la gravidanza,

-non esiste dimostrazione di danni trasmessi a distanza di anni dopo una sospensione stabile e duratura come la sua.

Anche per quanto riguarda la sua compagna, da ciò che scrive non emergono elementi di rischio: l’uso occasionale e remoto di cannabinoidi in adolescenza o di farmaci per il sonno “al bisogno” non compromette la fertilità né la salute della gravidanza, se oggi non vi è un’assunzione attiva e continuativa.

L’unico ambito su cui la medicina invita a mantenere attenzione non è tanto biologico quanto psicologico e relazionale: il percorso che lei ha fatto è importante, e la scelta di diventare genitori è un passaggio emotivamente intenso. Ma questo riguarda la cura di sé e della coppia, non la salute genetica del bambino.

Se desiderate ulteriore tranquillità, è sempre possibile confrontarsi con il medico di base o con un ginecologo per i normali controlli preconcezionali, ma non vi è un allarme particolare legato alla sua storia.

Un cordiale saluto.
Federico Baranzini

Risposto il: 09 Gennaio 2026