20-04-2017

Qual è la causa del ritardo nel linguaggio?

Buongiorno, mio figlio 19 mesi, non parla, sembra quasi come se non gli uscissero le parole. Inizio dalla gravidanza ad elencarvi la vita di mio figlio: gravidanza perfetta, parto naturale 38 settimana, nato 2050 gr, 49 cm lunghezza, nato di basso peso, poiché l'ultimo mese ha avuto un rallentamento di crescita intrauterina, senza alcun problema apparente in gravidanza. Alla nascita apgar 8-10; dopo il 2 giorno ha avuto bisogno della culletta termica, causa un po' di ittero che poi è passato il giorno seguente.
Allo screening neonatale è risultato positivo, con un valore di 3, alla fenilchetonuria, valore rimasto costante nel tempo senza aver avuto mai bisogno di una dieta specifica.

Tornati a casa è stato allattato artificialmente esclusivamente ed ha recuperato il suo peso; ora a 19 mesi pesa 11kg ed è lungo 82cm, circ. cranica un po' abbondante da sempre, oggi è 50,5cm, mantenutasi sempre intorno al 90° percentile, mentre peso e altezza tra il 25° e 50° percentile. Proprio per questa circonferenza cranica abbondante, la dottoressa che lo ha seguito fino a poco tempo fa nel centro metabolico di riferimento, ha effettuato 2 ecografie tranfontanellari a distanza di 4 mesi l'una dall'altra, senza riscontrare nessun problema, e un fondo oculare, anche questo nella norma.
Svezzamento a 4 mesi e mezzo, ha sempre mangiato regolarmente a tutti i pasti senza particolari problemi, beve autonomamente l'acqua dalla borraccina, ma il latte vuole ancora che glielo do io. A 9 mesi i primi 2 dentini, ora a 19 mesi ha 4 molari e 10 denti, mangia prevalentemente omogeneizzati e pastina di vari formati (anellini, conchigliette, fili d'angelo..) e di tanto in tanto assaggia qualcosa che mangiamo noi adulti, ma preferisce le sue cose.

Ha iniziato a gattonare ad 11 mesi e a camminare a 14 mesi e mezzo. Ad oggi, cammina regolarmente, anche se ancora non proprio stabilissimo sale e scende dal divano, sale e scende le scale con l'aiuto di un adulto, saluta con la manina, indica col dito, batte le manine, a volte imita determinati comportamenti degli adulti, se lo chiamo si gira, se vado in un'altra stanza mi segue e se gli chiedo di fare una cosa la fa (ad es. togli il cappellino; se gli dico di buttare il pannolino sa dove buttarlo, se gli dico "andiamo giù" lui si dirige verso le scale, ecc..). L'unica cosa che a volte noto è che è un po' sfuggente con lo sguardo, a volte è difficile catturare i suoi occhi.
Adora le musiche ed in particolare adora il cartone animato di Masha e Orso; gli piace stare fuori casa, all'aria aperta e in compagnia, se abbiamo ospiti a casa è tranquillo, se siamo solo noi a casa è una lagna continua. Anche se è un po' diffidente con le persone che non conosce, ieri, ad esempio, un bimbo che è nato il suo stesso giorno (sembra più grande di lui, sia fisicamente che caratterialmente, dice già tante parole) voleva abbracciarlo e lui lo ha respinto ed ha iniziato a piangere disperato. Anche all'asilo nido, dove siamo in fase di inserimento, è un po' diffidente nei confronti degli altri bimbi. Mentre, con bimbi che già conosce, e, soprattutto se vengono a trovarci a casa, lui ci sta tranquillamente. Abbiamo effettuato tutti i vaccini obbligatori e non.

Ritornando al discorso del linguaggio, motivo per cui le scrivo, ha avuto la sua fase di lallazione anche se non molto chiacchierone, diceva alcune paroline come mamma, papà, a volte cacca e chi è; poi di botto niente più, quasi muto, ora è da qualche giorno che fa discorsi a modo suo "agagagag mamama" ecc., ma nulla più; dice mamma quando è in fase di pianto disperato e mi cerca. Sperando di averle dato un quadro generale sulla situazione di mio figlio, le pongo alcuni quesiti. Può esistere correlazione tra i traumi subiti, considerato che ogni 3 mesi è sottoposto a prelievo e visita per i controlli fenilchetonuria, e il ritardo del linguaggio?
L'anno scorso abbiamo avuto un grave problema di salute in famiglia, per fortuna risoltosi; può avere accusato le nostre ansie e stress e quindi bloccato da questo?
Io lavoro quasi tutto il giorno, tutti i giorni, tranne domenica e dopo il parto ho ripreso a lavorare, praticamente fin da subito avendo un'attività di famiglia ed è rimasto sempre con le nonne con cui sta volentieri ed ora abbiamo iniziato l'inserimento all'asilo, non molto semplice, poiché si è attaccato morbosamente a me; questa distanza da me il giorno, può causare un blocco nel linguaggio in lui?
Inoltre, all'utima visita di follow up fenilchetonuria, ho posto il problema che lui non parla, e la pediatra mi ha detto che nel caso al prossimo controllo che faremo a giugno, fisserà un test audiometrico e un incontro neuropsichiatrico, per vedere il da farsi. Nel momento in cui, ci è stato parlato di una neuropsichiatra ci siamo impauriti e con mio marito, invece di aspettare 3 mesi per un consulto, siamo andati già da una neuropsichiatra infantile, è stata molto disponibile e si è relazionata col bambino.

Riporto in sintesi il referto rilasciato dalla dott.ssa: il bambino presenta disturbi di regolazione, disturbo del linguaggio aspecifico. All'esame obiettivo presenta macrocrania, deambulazione autonoma con andatura lievemente a base allargata. Competenze adattive personali sviluppate, relativamente all'età. All'osservazione si denota

  • area cognitiva: il bambino, con difficoltà di separazione da figura materna, migliora nettamente le prestazioni nel corso dell'osservazione, su stimolo ed investimento affettivo da parte dell'operatore, con valutazione di sviluppo psicomotorio all'età mentale (em) 16 mesi con profilo disarmonico per maggiori cadute nel versante del linguaggio.
  • Area affettivo-relazionale: si denotano comportamenti ripetitivi, possibilmente sostenuti anche da rinforzi ambientali.
  • Livello senso- motorio: adeguato all'età.
  • Livello pratto-gnosico: mostra competenze lievemente immature per l'età. Conosce l'uso funzionale di alcuni oggetti di uso comune e su imitazione utilizza gli oggetti meno usuali, finalizzando l'azione. Necessita inizialmente di modello, poi procede autonomamente in maniera ripetitiva.
  • Gioco: è in grado di condividere l'oggetto con l'operatore, ma non riesce a modulare lo scambio, esplora l'oggetto più usuale e lo utilizza in modo funzionale, imitando le proposte dell'adulto. I suoi schemi di azione sono adeguati.
  • Competenze comunicative-linguistiche: difficile valutare la comprensione verbale. A livello sintattico integra un ordine semplice situazionale. Il bambino vocalizza, aggancio visivo intermittente, utilizza l'indicazione passiva. Si consiglia: inserimento all'asilo nido, utile rivalutazione neuropsichiatrica dopo 4 mesi per inquadramento diagnostico specifico.

Questo quanto riportato dalla neuropsichiatra. Le chiedo scusa se mi sono così dilungata ma ho cercato di farle un quadro completo e complesso sul mio bambino. Spero possa darmi ulteriori informazioni e delucidazioni riguardo a questo netto ritardo di linguaggio che ormai mi tormenta ogni giorno. Nell'attesa di una risposta la ringrazio vivamente per la disponibilità e porgo. Distinti saluti

Risposta

Buongiorno cara mamma, l'area del linguaggio a livello cerebrale si completa incontro ai 40 mesi, quindi si può emettere un giudizio reale, sullo stato di fatto del linguaggio solo dopo circa quattro anni. Non possiamo quindi parlare di ritardo del linguaggio nei bambini fino a quell'età. Sarebbe invece interessante poter vedere il bambino e capire bene se questa sua chiusura sia solo timidezza o se copre una problematica diversa. Cordialmente, Rosalba Trabalzini

TAG: Audiologia e foniatria | Bambini | Malattie neurologiche | Neurologia | Neuropsichiatria infantile
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