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Esperto Risponde

resistenza lla terapia antibiotica?

buongiorno, attualmente mi trovo nel sud est asiatico per lavoro, ed a causa della rottura del profilattico ho contratto la gonorrea. Dopo circa 10 giorni dal rapporto sono apparsi i classici sintomi della gonorrea e/o clamidia, cioè bruciore durante la minzione e fuoriuscite di liqido vischioso torbido, giallastro. Mi sono recato in farmacia, perchè qua vendono antibiotici anche senza ricetta. Mi hanno dato cefixime 400 mg ed azitromicina 1 g in singola dose via orale, ma dopo una settimana i sintomi persistevano, per cui mi sono recato all’ospedale per fare un controllo di tutte le mst. Hanno riscontrato solo la gonorrea, ma siccome mi hanno detto che ci può anche essere anche una coinfezione da clamidia, mi hanno fatto una singola iniezione intramuscolo di ceftriaxone e doxiciclina per 7 giorni, ma i sintomi persistevano. Sono tornato a rifare gli esami dopo 7 giorni, la gonorrea persisteva, quindi mi hanno dato un altro antibiotico via orale, cioè ciprofloxacina 500mg 2 volte al di per 7 giorni ed ancora doxiciclina per 7 giorni. Ho terminato anche questo ciclo di antibiotici, ma ancora i sintomi non spariscono, perciò devo tornare a rifare gli esami. Nel caso sia ancora presente la gonorrea, quale tipo di cura mi consigliate, quali sono i farmaci più efficaci? Inoltre sono molto preoccupato perchè ho letto alcuni articoli riguardo un ceppo di gonorrea denominato H014 resistente a tutti i farmaci, è possibile? GrazieCordiali saluti
Risposta del medico
Specialista in Urologia

Gentile Signore,

purtroppo non è possibile a distanza esprimere un giudizio appropriato, poiché molti elementi mancano alla sua descrizione, forzatamente sintetica. D'ogni modo, ci pare che, almeno fino ad ora, tutte le terapie adottate siano state di tipo empirico, ovvero non giustificate da riscontri di laboratorio (antibiogramma su coltura batterica). Insistere con questo atteggiamento, se la situazione non si risolve, è sempre controproducente, poichè è proprio così che si selezionano ceppi batterici sempre più aggressivi. Riteniamo quindi che, nei limiti del possibile, lei si debba sottoporre prima di tutto ad una valutazione urologica accurata, quindi ad esami generici e colturali sull'urina e sulla secrezione uretrale, con antibiogramma. In base a questi si potrà finalmente instaurare una terapia mirata. Nel frattempo, parrà banale, ma bere molta acqua non può che migliorare le cose.

Saluti

Risposto il: 13 Dicembre 2012