25-03-2008

Salve dottore, sono una donna di 40 anni, sono

Salve Dottore, sono una donna di 40 anni, sono venuta a conoscenza di essere affetta da Hcv nell'aprile 1999. Da allora ho eseguito le analisi del sangue ogni mese fino al 2000, poi ogni tre mesi nel 2001, e infine una volta l'anno riportando valori delle transaminasi regolari tranne in una occasione in cui erano lievemente sopra la norma. L'ecografia (ultima eseguita nell'ottobre 2007), non ha rivelato nulla di anomalo. L'esame Hcv Rna qualitativo, eseguito nel 1999, ha dato esito positivo con valutazione della viremia "discreta". Tipizzazione genoma: 2a/2c. Hcv-rna quantitativo: 539.000 UI/ml (nel 2001); 3.172.800 copie/ml - 661.000 UI/ml (nel 2003; 5.267.077 copie /ml 1012900 UI/ml (nel 2004). La biopsia eseguita nel 2002 rivelava la seguente diagnosi: epatite cronica lievemente aggressiva. Indice di Knodell: 1+1+3+1. Gli specialisti, a cui mi sono rivolta dal 2000 al 2005 (osped. di Padova, ospedale S. Giuseppe di Milano, ospedale di Desenzano d/G, e infine Spedali Civili di Brescia) non hanno ritenuto opportuno una terapia antivirale in considerazione della persistente regolarità delle transaminasi. Ora io e mio marito vorremmo concepire un bambino. Le chiedo pertanto se, a Suo parere, è il caso di intraprendere prima una terapia antivirale per scongiurare la possibilità di trasmissione verticale. La ringrazio anticipatamente.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
L’epatite C non si trasmette per via verticale. Pertanto può avere una gravidanza ed un parto regolare. Tuttavia, nonostante che le aminotransferasi siano persistentemente normali, dato il genotipo favorevole 2, dell’infezione, le consiglieremmo di prendere in considerazione un trattamento antivirale, che, nel suo caso, durerebbe solo 6 mesi.
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