02-04-2008

Salve, mia moglie è stata operata di chiusura

Salve, mia moglie è stata operata di chiusura percutanea di PFO con device AMPLATZER da 25mm. Tutto bene dice il cardiologo, procedura ottimamente riuscita conferma l'emodinamista. Circa 30 ore dopo viene dimessa con un valore di emoglobina 12.6 mentre al ricovero aveva 14.2. Dopo un'indecisione se farla uscire o meno viene ripetuto l'emocromo e la paziente viene dimessa con un POST-IT appiccicato sulla cartella riportante l'indicazione di "controllare l'emocromo dopo una settimana". Rientriamo a casa, 60Km dal centro. Dopo un paio d'ore mia moglie accusa dolori al petto, nella zona periscapolare e difficoltà sempre maggiore nel respirare. Portata d'urgenza al PS vicino casa nostra, si deduce che trattasi di un tamponamento cardiaco e viene immediatamente eseguita in emodinamica una pericardiocentesi e vengono asportati 300cc di liquido. Terminata la procedura e resa stabile dalla rianimazione, viene trasportata in un centro ove presente anche la cardiochirurgia. Ora non è più in TIPO ma in reparto di cardiologia, il drenaggio non spurga quasi più nulla e sono trascorsi 4gg dall'episodio. Sperando che resti solo un brutto ricordo, mi chiedo, cosa può essere accaduto? I due punti di emoglobina in meno non potevano essere un elemento che potesse richiedere un prudente prolungamento del ricovero di almeno altre 12-24 ore? Vi sarei grato se mi deste un parere in merito. Grazie per l'attenzione che comunque dedicherete al mio post. Walter
Redazione Paginemediche
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Redazione Paginemediche
Risposta
Le complicanze della procedura trancatetere del forame ovale pervio sono piuttosto rare, nell’ordine dell’1-3% quelle “gravi”, tra le quali rientra quella disua moglie. La necessità di un regime anticoagulante/antiaggregante può favorire fenomeni emorragici, anche a livello del pericardio, così come traumatismi involontari durante la procedura del cateterismo stesso. Importante dire che quasi sempre tali complicanze si verificano indipendentemente dalla capacità dell’operato, cioè sono purtroppo un rischio mai azzerabile quando si tratta di procedura invasive. Riguardo la variazione dei valori di emoglobina tra i due emocromi che lei mi ha riferito (1.6 g/dl) in linea teorica poteva suggerire almeno un terzo controllo diconferma, tanto che un certo indice di sospetto doveva essere sorto nei medici, tanto che avevano consigliato un successivo controllo, seppur non urgente. Tuttavia nella pratica quotidiana non è infrequente osservare variazioni dell’emoglobina di tale entità senza emorragie in atto, per vari fattori concomitanti che vanno dalla assunzione di liquidi (magari anche per endovena) , alla variabilità del dosaggio o talora della stessa macchina adoperata per la determinazione; è come sempre il senso clinico ed il contesto specifico che in questi casi aiuta nell’evitare possibili errori di valutazione.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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