Fecondazione: prima donna a tentare utero in affitto in Italia, è atto amore

Fecondazione: prima donna a tentare utero in affitto in Italia, è atto amore

Le persone che ci stavano attorno ci sostenevano, lo consideravano un atto d'amore e la mia mamma veniva chiamata con affetto 'incubatrice'.
Roma, 3 mar. (AdnKronos Salute) - Venti anni fa, prima che venisse emanata la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita che lo vieta, Novella è stata la prima donna a tentare di diventare madre in Italia grazie all'Utero in affitto. Quello della sua mamma, che dopo aver visto la figlia soffrire per la perdita al nono mese di gravidanza del proprio bambino a causa di un raro problema di distacco tardivo della placenta (e la conseguente asportazione dell'utero), aveva deciso di aiutarla a esaudire il suo desiderio.

"La più grande e tenera storia d'amore", l'ha definita oggi parlando in conferenza stampa alla Camera durante la presentazione di una proposta di legge dell'associazione Luca Coscioni sulla 'gestazione per altri'. "A 23 anni ho avuto una gravidanza naturale con mio marito - ha raccontato Novella - ma purtroppo ho perso il bambino al termine della gestazione e mi hanno asportato l'utero. Mia madre mi ha detto: ora ci penso io. E sono stata la prima in Italia a tentare con la maternità surrogata".

"Mia mamma ha fatto 4 tentativi per aiutarmi, utilizzando i nostri embrioni: due gravidanze purtroppo sono terminate dopo qualche settimana e altri due tentativi non hanno dato luogo a una gestazione. Poi sono cominciati gli attacchi da più parti - prosegue - ci chiamavano 'demoni', ci insultavano. L'Ordine dei medici ci ha vietato di proseguire. Ma le persone che ci stavano attorno ci sostenevano, lo consideravano un atto d'amore e la mia mamma veniva chiamata con affetto 'incubatrice'. Si è offerta anche mia sorella di aiutarmi, ma era troppo giovane. Abbiamo lasciato stare".

Presente alla conferenza anche Enkeleida, 33 anni, che a 10 era venuta in Italia dall'Albania per curare una gravissima malattia renale che l'ha resa sterile. Sua mamma le ha donato un Rene (fu uno dei primi trapianti da vivente nel nostro Paese) e l'ha salvata, ma in lei rimane il desiderio di maternità. "Avere un bimbo era il mio sogno fin da piccola -ha raccontato - per una donna è un completamento. Vorrei ci potesse essere qualcuna in grado di aiutarmi in questo". Enkeleida sta tentando di perseguire questa strada all'estero.
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