12-11-2012

si, un pò di psichiatria, ma...

Buongiorno a tutti.Ho bisogno urgente di un vostro parere, della maggior parte di pareri e di consigli possibile.Mi chiamo Fabio, sono di Milano e sono nato nel 1976, ho quasi 36 anni.E non riesco più a vivere, non posso capacitarmi di cosa mi stia succedendo.Da ormai oltre un anno, sono vittima di più o meno frequenti sintomi che mi fanno totalmente perdere la testa nel non capire le loro origini, i motivi della loro insorgenza e scomparsa, la loro frequenza.La frequenza è, appunto, del tutto randomica. E' completamente imprevedibile, non posso sapere in alcun modo quando e con quale intensità verrò colto da queste crisi. Crisi che iniziano sempre in modo molto leggero, per poi evolvere in qualche ora verso la forma più completamente inabilitante, che può perdurare uno come 3 o 4 giorni. Senza che io possa capire cosa fare per accelerare la scomparsa dei sintomi.Veniamo a questi sintomi. Io chiamo complessivamente questi attacchi "le scosse".Si tratta essenzialmente di qualcosa di simile ad una forte emicrania, credo che la definizione più adatta (ma lungi da me l'autodiagnosi) sia "cefalea tensiva". Questa sensazione si origina (pura impressione) dal basso della nuca, per estendersi a tutto il cranio. L'impressione è che soprattutto le ossa parietali fatichino a rimanere integre, come se fossero compresse, come se si muovessero fra loro.Oltre a questi evidenti sintomi, le famose "scosse" sono delle sorte di scariche elettriche, di "zap" che sento appunto nella zona parietale dietro le tempie, vicino alle orecchie. Con insorgenza del tutto casuale (frequentissima o sporadica durante gli attacchi), sento queste scosse bloccarmi completamente per un istante ogni volta. Percepisco questo suono "elettrico" (sulle prime lo associavo ad un'idea di "sento il sangue che pulsa in maniera molto forte") sotto le orecchie, i miei muscoli hanno una rapida e leggera contrattura, vedo tutto nero per un solo secondo.Accompagnati a questi sintomi, c'è una diffusa e TOTALE debolezza corporea: sono del tutto inabilitato a qualsiasi tipo di attività, persino le più leggere. Anche leggere un libro, con questa sensazione di completa debolezza, di mancanza di iniziativa e con queste continue "scosse" a interrompere, è visto come una fatica insormontabile. Non posso far altro che attendere che i sintomi scompaiano.Sento inoltre una stranissima sensazione che non saprei come descrivere al meglio. E' come una specie di "spinta" che percepisco dall'interno della bocca, dalle gengive. Una fortissima e continua "spinta" sulla base dei denti (di TUTTI i denti, soprattutto l'arcata superiore), dall'interno, come se volessero essere espulsi, come se le gengive li spingessero in fuori, o forse il cranio stesso. La sensazione è uniforme e onnipresente durante questi attacchi, tanto da fungermi in parte da "spia" della loro effettiva insorgenza.Sensazione di anemia sotto gli occhi, "sento le occhiaie". Sensazione di capogiri, di grande fatica a tenere l'equilibrio, stare in piedi. Vertigini.Sensazione di nausea variabile, dal lieve al vero e proprio conato di vomito.In ultimo, OGNI VOLTA che sono soggetto a questi "attacchi", ho defecazione liquida. Sempre, non manca mai.Capirete che in questo modo non riesco più nella maniera più assoluta a vivere una vita normale, provocando questo in me un notevolissimo senso di frustrazione, di impossibilità a mantenere impegni, di poter essere sicuro che "sì, quel giorno ci sarò".Ho fatto esami di tutti i tipi. Gli esami del sangue non hanno lasciato rilevare nulla di anomalo, così come le ecografie, l'elettrocardiogramma, una tac e due risonanze magnetiche.Tutto quel che ne è emerso è una "pansinusoidite" (se ricordo bene il termine), dall'ultima delle risonanze praticatemi.Come storico clinico, va detto che ho un tumore benigno da diversi anni alla tiroide: la parte sinistra è del tutto ridotta ad un ammasso di materia colloide, stabile e non in crescita, che non desta preoccupazioni e tengo monitorata con periodiche ecografie. Le funzionalità della tiroide (da esami) risultano regolari, anche se svolte interamente dalla parte destra. Al più mi si può rompere di quando in quando un capillare e provocare gonfiore per un paio di giorni, nulla di più.Per quel che riguarda la dentatura, sono estremamente soggetto a carie e per questo motivo gran parte delle mie arcate dentali sono ahimè costituite da denti otturati, devitalizzati e per questo motivo molti di loro sono "vuoti" e scheggiati, se non del tutto rotti. Fisiologicamente, le mie arcate dentali non combaciano perfettamente e questo mi provoca pressochè perenne e involontario bruxismo (non solo di notte). Costantemente, "limo" i miei denti fra loro, senza rendermene conto, proprio per il loro non corretto alloggiamento. Persino la mandibola non è ben saldata nella sua articolazione: se apro molto la bocca, sento un caratteristico "TLAC" e la apro con fatica, è necessario uno scatto per aprire del tutto prima la parte destra e poi, a scivolare, la parte sinistra.Dal punto di vista farmacologico, assumo *ogni notte* dello Stilnox, senza il quale non posso riuscire ad addormentarmi a causa di una permanente forma di insonnia (incapacità ad addormentarmi). La dose è variabile, e purtroppo in aumento e per ovvi motivi con sempre meno efficacia, dato che lo assumo senza cambiare farmaco dal 2002. Ogni mio tentativo per cambiare farmaco è stato segnato dal fallimento e da notti completamente insonni, salvo addormentarmi a mattinata inoltrata. Il mio ciclo sonno-veglia è notevolmente alterato, la notte sono sempre sveglio, e non dormo mai prima delle 5,30. I sintomi delle "scosse" non fanno che aggravare questa già precaria situazione.Fino a pochi giorni fa, assumevo una dose di Zarelis (ansiolitico prescrittomi dallo psichiatra) da 75mg. Ho sospeso il trattamento per liberarmi da almeno una schiavitù, consapevole che avrei potuto soffrirne ripercussioni. Ho fermato il trattamento dopo due mesi di riduzione (prima prendevo dosi da 150mg, sempre al risveglio).Sono accanito fumatore. Non eccedo in alcolici (una o due birre medie a settimana). Non faccio uso di droghe.La mia alimentazione è peculiare e "assurda" a causa di una fobia alimentare: mi nutro quasi esclusivamente di carboidrati sottoforma di pizza, pane, focaccia. Minestrina in brodo, patate, fagioli, sporadiche minestre di verdura, prosciutto crudo: NESSUN altro alimento. La sola idea di mangiare altro, il solo accennare di avvicinarmi cibi che non siano i miei "collaudati" mi provoca letterali e violentissimi attacchi di panico. Sarei capace di morire di inedia piuttosto che affrontarli. Questa condizione perdura fin dalla più tenera infanzia. Forse è un disturbo anch'esso legato alla mia dentatura "storta", fin da bambino... ma questa è soltanto una mia mera e ingenua ipotesi.Ho finito.Vi prego di aiutarmi a capire cosa sta succedendo al mio corpo, dal momento che io sono arrivato alla vera e propria disperazione. Non posso più vivere, non riesco ad avere nemmeno una parvenza di vita normale, e la frustrazione dovuta al non avere la minima idea su cosa provochi questo stato di cose, queste "scosse" che paiono non avere una ragione, non fa che aggravare il mio stato. Detesto sentirmi dire che si tratta di un problema "psicosomatico". Ne riconosco l'eventualità, ma non posso credere davvero che uno stato così preciso e circostanziato, ben distinguibile e così peculiare, possa derivare da problemi psicosomatici.Non ne sono certo immune, ma somatizzo generalmente con raffreddori, febbri, mal di gola o diarree. Tutto questo è invece davvero... TROPPO, ed io sono convinto che DEBBA avere una causa, e che io possa curarla, o quantomeno CONOSCERLA.Ed in questa occasione, oltre alle vostre ipotesi, imploro anche una vostra idea su cosa io possa assumere a livello farmacologico perlomeno per uso TOPICO, per contrastare questi sintomi tanto inabilitanti, dato che finora antinfiammatori, analgesici, antidepressivi non hanno avuto alcuna efficacia nel ridurre la portata degli attacchi. Nè tantomeno a prevenirli.Aspetto con trepidazione vostre risposte.Fabio B.
Risposta
Dal racconto emerge sicuramente una condizione di malessere psico-emozionale. Però sono d'accordo che ci sono alcuni elementi che suggeriscono altre ipotesi. Gli esami del sangue tutti normali? Ma quali? Sono state indagate bene le funzioni ormonali (a cominciare dalla tiroide, ma non solo), il bilancio idro-elettrolitico, il metabolismo delle porfirine (tanto per buttare qualche esempio qua e là)? Se ho capito bene lei assume solo carboidrati: non è fisiologico. Però io non posso fare alcuna ipotesi: mi manca completamente, per quanto la sua descrizione di sintomi sia accurata, il suo quadro clinico. Saluti
TAG: Malattie neurologiche | Neurologia
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