15-03-2006

Sono una signora di 35 anni, soffro della sindrome

Sono una signora di 35 anni, soffro della Sindrome di W.P.W. con tachicardia parossistica sopraventicolare con pr corto con 164 battiti al minuto. La frequenza dei miei attacchi è di almeno una volta al mese. Soffro di questa tachicardia dall'età di 15 anni e gli attacchi durano sempre di più arivando fino ad una massimo di 7 ore. Mi hanno detto che potrei risolvere il problema tramite l'ablazione. Vorrei sapere quali sono i reali rischi di questo intervento e nel caso in cui non lo facessi quali conseguenze ci sarebbero? Tutti dicono che comunque non è una cosa grave e nel caso di crisi comunque non succede niente di particolare tranne un forte senso di spossatezza, allora perchè sottoporsi ad un intervento?
Prima in caso di tachicardia prendevo il Valium, adesso prendo il Propafenone ma senza risultati. Vorrei sapere se c'è un farmaco in grado di fermare la crisi oppure no
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Penso che l’ablazione risolverà il suo problema considerando che le crisi si presentano con maggiore frequenza e che deve ricorrere al trattamento con farmaci antiaritmici (propafenone) che come tutti i farmaci hanno effetti collaterali e non sempre sono in grado di bloccare la crisi.