24-07-2018

Sostituzione farmaci post ischemia

Vorrei porle il seguente quesito: mio padre ha subito un’ischemia nel mese di novembre dello scorso anno. Prossimo a compiere 79 anni. Hanno riscontrato, quale possibile causa, un elevato livello pressorio che non si era preannunciato attraverso alcun sintomo. Rispetto alla fase iniziale e a quella successiva il miglioramento è stato abissale, con la ripresa a camminare anche senza il girello che gli avevano assegnato dopo l’uscita dal centro di riabilitazione, in cui è rimasto 4 mesi.

I farmaci che attualmente sono i seguenti: - pantorc (pantoprazolo) quale protettore gastrointestinale - tiratec (ramipril) per il contenimento della pressione - avodart (dutasteride) per una leggera ipertrofia prostatica - tiroxina, a giorni alterni, per l’ipotiroidismo - cardioaspirina dopo pranzo - halcion 0,25 prima di andare a dormire Premetto, altresì, che mio padre ha da anni una lieve piastrinopenia, con valori che oscillano tra 120 e 130 ma l’ematologa ha sempre ritenuto non significativa questa situazione e infatti non ha mai prescritto farmaci per curarla. Il dottore che ha in cura mio padre da tempo suggerisce di sostituire la cardioaspirina con il plavix (clopidogrel) anche per evitare di assumere il pantoprazolo che, lui afferma, potrebbe incidere sull’assorbimento di ferro e vitamine. Per l’ematologa, che è stata interpellata sul punto, non ci sarebbero problemi. Lei ritiene che si possa sostituire la cardioaspirina con il plavix?

Risposta di:
Dr. marco turbati
Specialista in Cardiologia e Medicina interna
Risposta

Il consiglio del collega parrebbe logico al fine di ridurre i rischi di gastrolesivita della cardioaaspirina

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