05-09-2016

Urinocoltura positiva alla Clamidia

Gentile Dottore, sono un uomo di 32 anni, peso 80 kg e sono alto 183 cm. A inizio luglio ho iniziato a soffrire di bruciore durante la minzione (soprattutto alla mattina), post eiaculazione e presenza di macchie biancastre. Per questi motivi mi sono sottoposto a una visita urologica, con tampone uretrale e analisi delle urine annessi. Mentre il tampone uretrale è risultato negativo, l'urinocoltura è positiva per la clamidia trachomatis, motivo per il quale ho iniziato a prendere l'antibiotico (ciproxin 500, 2 capsule al giorno per 6 giorni). Oltre alla clamidia, mi è stata diagnosticata una lieve prostatite da curare con integratori per i prossimi due mesi.
Le domande che vorrei porre sono:
  • ha qualche rilevanza clinica il fatto che il tampone sia risultato negativo, mentre l'urinocoltura sia positiva?
  • la presenza delle macchie biancastre, seppur minori rispetto all'inizio della terapia antibiotica (3 gg fa), è indice di presenza della clamidia e quindi inefficacia dell'antibiotico?
  • devo evitare rapporti sessuali anche se protetti?
Grazie per l'attenzione.
Risposta
Gli esami batteriologici hanno anch'essi un certo margine di imprecisione. In particolare, il tampone uretrale è più sensibile quando vi è una secrezione abbondante, altri casi sono meno determinanti.
Anche ponendo che vi sia davvero un'infezione da Clamidia, la secrezione può non scomparire di pari passo con la scomparsa dell'infezione, poiché in parte è legata all'infiammazione, la cui stabilizzazione può seguire anche di qualche tempo.
Non vi è particolare limitazione ad una attività sessuale ragionevole (2-3 eiaculazioni la settimana) con uso del profilattico fino a scomparsa di segni e sintomi.
TAG: Andrologia | Infezioni | Organi Sessuali | Reni e vie urinarie | Salute maschile | Sessualità | Urologia
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