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Radiochirurgia Stereotassica

In passato, i trattamenti basati sulle radiazioni utilizzavano una singola e forte dose di raggi che danneggiavano il DNA presente all'interno delle cellule tumorali, distruggendole. Queste radiazioni, però, colpivano anche i tessuti sani vicini, esponendo le cellule sane a significative quantità di radiazioni, e uccidendole. Il sistema di radiochirurgia stereotassica Cyberknife (detta anche radiochirurgia) si serve di un computer e di una tecnica non chirurgica per inviare piccoli fasci di radiazioni da diverse angolazioni verso il tumore, riducendo così l'esposizione ai raggi da parte dei tessuti sani vicini. L'apparecchiatura utilizza un braccio robotizzato i cui movimenti sono regolati in base ai dati sul tumore forniti da una TAC, e in base alle informazioni sulla struttura scheletrica di riferimento del corpo. Invece che emettere grandi quantità di radiazioni, il braccio robotizzato del Cyberknife rilascia piccoli fasci di raggi che vengono inviati al corpo da 1200 diverse angolazioni. Lo scopo di questa tecnica è di massimizzare l'esposizione del tumore colpendolo con la maggior quantità di radiazioni possibile, ma radiazioni a potenza ridotta. In questo modo, il tessuto sano rimane inalterato, poichè viene colpito anch'esso dai raggi, ma ciascuno di essi dispone di una minor quantità di energia. Questo sistema è un metodo di radiochirurgia molto innovativo, che ha eliminato la necessità di utilizzo di uno schema stereotassico rigido, e consente di trattare i tumori di qualsiasi parte del corpo senza dolore e senza necessità di ricovero in ospedale.