Capita che alcuni casi clinici appaiano agli occhi dei più come incredibili e che persino la medicina - in ragione del fatto che è assodato e condiviso che non si tratti di una scienza esatta – ne resti stupita e, talvolta, che abbia persino difficoltà a spiegarsene le ragioni.

È successo di recente con due casi singolari – entrambi “made in China” – che in poco tempo hanno fatto il giro del mondo.

Il primo ha per protagonista un’anziana donna, Huang Yi Jun la quale, a causa di un’interruzione di gravidanza diagnosticatele all’età di trent’anni a seguito di complicazioni, ha rifiutato l’operazione di esportazione del feto e ha tenuto in grembo il figlio senza vita per oltre sei decenni.

La motivazione è primariamente economica. L’intervento di routine, infatti, sarebbe costato circa 100 sterline. Troppo denaro per la donna che, probabilmente ignara dei rischi, decide di tenere il Feto confidando in un’espulsione spontanea, in realtà mai avvenuta, e mantenendo l’aspetto di gestante.

Peraltro, solo di recente, un’Ecografia effettuata per investigare su un disturbo addominale accusato dalla donna ha confermato la conservazione, in perfette condizioni, del Feto privo di vita.

Secondo le “leggi” della medicina, una condizione simile avrebbe lasciato ben poche possibilità di sopravvivenza alla donna, eppure Huang Yi Jun, oggi novantenne, gode ancora di ottima salute.

Protagonista del secondo caso, invece, è Kang Mengru, la cinese di appena un anno balzata agli onori della cronaca come “la bambina col pancione”.

Kang Mengru rappresenta un rarissimo caso che i medici definiscono ‘gemelli parassiti’ (in gergo medico 'fetus in fetu'): la bambina, infatti, porta in grembo il feto della sorella gemella.

Un caso, questo, molto simile a quello di un uomo indiano - e all’incirca di altri novanta precedenti registrati - che per 36 anni ha “convissuto”, ignaro, con il feto del proprio gemello.