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Cibo contraffatto: quali sono i prodotti più falsificati?

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I falsari del cibo continuano a colpire. Stando all’ultimo Rapporto sulla Sicurezza Alimentare redatto da Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino (MDC) sono in aumento le contraffazioni dei prodotti alimentari. Nel 2010 sono stati effettuati 430.000 controlli - a seguito dei quali sono state sequestrate 15.000 tonnellate di prodotti - che hanno permesso di evitare che sulle tavole degli italiani arrivassero 36 milioni di chili e oltre 18 milioni di litri di prodotti contraffatti o in cattivo stato di conservazione.

Un giro d’affari da milioni di euro che vede tra i prodotti maggiormente falsificati l’olio extravergine d’oliva (spesso venduto come EVO invece che come normale olio vergine o nei casi più allarmanti olio lampante, cioè non commestibile), il vino, il concentrato di pomodoro, ma anche formaggi DOP come il Gorgonzola o il Taleggio, la cui migliore piazza di commercio sembra essere quella del web.

Legambiente e MDC hanno lanciato l’allarme e chiesto a gran voce un aggiornamento delle normative vigenti per aumentare la sicurezza alimentare anche alla luce dei casi raccontati dai media negli ultimi anni: dall’Influenza aviaria alle mozzarelle contraffate. A tutela dei consumatori c’è l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) che però, spiega Francesco Ferrante, componente della segreteria nazionale di Legambiente, dovrebbe iniziare “finalmente a svolgere il suo ruolo di tutela della sicurezza alimentare a livello europeo”.

Quello della contraffazione di prodotti alimentari è un problema particolarmente sentito dagli italiani. Secondo quanto riferisce Coldiretti, sei italiani su dieci la considerano più grave degli scandali finanziari e delle frodi fiscali. E in effetti, precisa Coldiretti, la contraffazione alimentare è un crimine odioso, soprattutto perché viene perpetrato ai danni di quanti sono costretti a risparmiare sulla spesa alimentare a causa di un ridotto budget familiare.

Ma non mancano i dati positivi. In Italia esistono 229 prodotti dell’agricoltura a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall’UE e 4606 specialità tradizionali regionali. Coldiretti ricorda che gli agricoltori italiani hanno saputo conquistarsi credibilità e autorevolezza e l’insieme degli organismi di controllo pubblici e privati ha fatto sì che, nel 2010, l’Italia abbia conquistato il primato nella sanità e nella sicurezza alimentare “con un record del 99% dei campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge”.

Un dato rassicurante per tutti gli italiani che ritengono, come emerge da un’indagine di Eurobarometro, che il rischio per la salute associato all’Alimentazione sia addirittura superiore a quello legato a un incidente automobilistico, alle malattie o alla criminalità.

Il punto di vista
Gastroenterologia

La frode alimentare è un inganno che viene praticato ai danni del fruitore del prodotto che si traduce, generalmente, con l'intenzionale adulterazione degli alimenti con ingredienti meno costosi al fine di ottenere un guadagno economico.

Tale meccanismo è noto fin dai tempi dell'epoca romana, ma è nei tempi moderni che si è sviluppata maggiormente ottenendo una attenzione sempre più grande da parte dei consumatori e delle autorità preposte alla vigilanza alimentare.

Si deve ricordare che la prima legge sull'adulterazione degli alimenti (Legge per la prevenzione dell'Adulterazione degli articoli di cibi e bevande) è stata promulgata in Gran Bretagna nel 1860 ed è rimasta in vigore, in forme diverse, fin da allora.

Nell’ambito della frode alimentare dobbiamo considerare anche la sicurezza alimentare (che si occupa della accidentale contaminazione degli alimenti) e la difesa del cibo dal 'bioterrorismo' (che si occupa di manipolazione intenzionale delle derrate alimentari da parte di gruppi terroristici).

Per approfondire leggi la scheda.

19/05/2015
30/11/2011
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione