La moderna radioterapia, che utilizza radiazioni di elevata intensità ed energia a scopo terapeutico, si avvale di tecniche informatizzate, tridimensionali e digitalizzate, che conseguono risultati brillanti, preservando la salute del paziente.

Per questo motivo in molti casi può essere considerata una valida alternativa a trattamenti e cure invasive e fastidiose. Soprattutto nella cura dei tumori, infatti, questa può essere una valida alternativa alle cure oncologiche.

Ma non molti medici di famiglia, purtroppo, consigliano ed indirizzano i propri pazienti verso la radioterapia; infatti in Italia la scarsa conoscenza della Radioterapia oncologica non consente di renderla una valida alternativa ad altri tipi di cure, soprattutto nel caso in cui la patologia viene scoperta sul nascere.

Basti pensare che secondo un sondaggio realizzato dall’Associazione Italiana Radioterapia Oncologia (AIRO) solo l’1% dei medici consiglia una visita radiologica al posto della visita dall’oncologo; l’ideale sarebbe creare centri polifunzionali dove scegliere, insieme al paziente, la Terapia e la cura migliore, come ha consigliato il dottor Paolo Muto, presidente dell’AIRO.

Alla scarsa conoscenza dei medici si aggiunge poi l’arretratezza delle strutture specializzate: il divario tra Nord e Sud è stato ormai superato, ma il vero problema sono i macchinari, troppo vecchi ed arretrati. Sono 150 i centri specializzati (68 al Nord, 38 al Centro e 44 al Sud) e oltre 100.000 i pazienti seguiti solo nel 2007, ma purtroppo i macchinari usati, in molti casi, hanno quasi trent’anni.

Non mancano però i centri di eccellenza: i migliori si trovano in Toscana, nelle Marche e nel Lazio.

L’ospedale Gemelli di Roma ha un’unità di radioterapia molto efficiente, che utilizza strumenti e tecnologie differenti a seconda delle necessità e del tipo di neoplasia del paziente. Se il Tumore è molto esteso si utilizza la radioterapia 3D mentre per i tumori più ridotti si preferiscono i trattamenti ‘intraoperatori’.

Ma esistono anche macchinari e tecniche specifici per neoplasie che colpiscono aree diverse dell’organismo: neoplasie ginecologiche, respiratorie e melanomi all’occhio necessitano, infatti, di cure e macchinari differenti.

Le cure obbligano, ovviamente, al ricovero del paziente e la radioterapia viene utilizzata non solo per la cura della malattia, ma anche per controllare e gestire il dolore, soprattutto nei casi in cui il tumore è a uno stadio troppo avanzato.

Insomma la radioterapia è una tecnica da non sottovalutare, e la struttura del Gemelli di Roma sarebbe da prendere ad esempio per diffondere la cultura della radioterapia anche in altre strutture ospedaliere italiane.