Ce l’ho sulla punta della lingua”: quante volte l’abbiamo pensato. Eppure rimaniamo lì, fermi nel limbo, in attesa di quel collegamento in più della memoria che riporti alla mente il ricordo mancante. A maggior ragione in questo periodo di rientro dalle vacanze e ritorno in ufficio o sui banchi di scuola, questi 'black-out' del nostro cervello sono più frequenti. La spensieratezza estiva ci ha infatti alleggerito i pensieri, facendoci dimenticare per un po’ la necessità di rimanere concentrati per ottenere una performance intellettiva valida.

Ma non è solo questo che rende settembre uno dei mesi più faticosi dell’anno: la difficoltà del nostro Organismo ad abituarsi ai nuovi ritmi si somma alla malinconia e ai malumori dovuti al ricordo che si affievolisce dell’estate appena passata, facendoci sentire stanchi e fiacchi, e ogni tanto anche irritabili e stressati, come se non fossimo mai partiti. Ma non bisogna farsi prendere dal panico, non è tutto perduto: un semplice gesto come quello di bere un bicchier d’acqua può venirci in soccorso.

Una corretta idratazione è infatti un mezzo utilissimo per rinfrescare il cervello e migliorare le performance mentali.

L’acqua è coinvolta in una serie di funzioni essenziali per la nostra vita, si può dire che non ci sia alcun sistema interno del nostro Organismo che non dipenda da essa, ed è particolarmente necessaria (e quindi abbondante) nei tessuti ad alta attività metabolica: tra questi il più importante è appunto il cervello. In condizioni di moderata disidratazione (circa 2%) si sono osservati segnali come mal di testa e stanchezza, cui si associano riduzione della concentrazione, dell’attenzione e di esecuzione di compiti semplici. Un livello di disidratazione superiore (maggiore del 2,5%) Influenza significativamente le performance intellettive: si riduce la capacità e l’accuratezza di compiere lavori complicati.

È stato dimostrato anche da una ricerca condotta al King’s College di Londra che non bere a sufficienza può inoltre ridurre la materia grigia, rendendo più difficile il ragionamento; la disidratazione, secondo questo studio condotto su adolescenti, ha conseguenze non soltanto sulle dimensioni del cervello ma anche sul suo modo di lavorare.

Non bisogna infine sottovalutare che lo stress, così come l’attività fisica, causa la perdita di grandi quantità di acqua. Idratarsi, quindi, che è comunque sempre fondamentale tutto l’anno per garantire il benessere del nostro organismo, diventa ancora di più importante in questa stagione per far fronte a situazioni di elevato sforzo, come la ripresa dello studio o del lavoro, e favorire una migliore funzionalità cerebrale.

 

Fonti

Dehydration affects brain structure and function in healthy adolescents, Kempton MJ et Al. Hum Brain Mapp. 2010 Mar 24.

 

Endorsed by:

Osservatorio Sanpellegrino