Vaccini del futuro

I Vaccini somministrati attraverso le mucose superficiali - Microsfere e vaccini a base di 'DNA nudo' - In conclusione

I vaccini somministrati attraverso le mucose superficiali

I ricercatori stanno seguendo diverse promettenti strategie per sviluppare nuovi vaccini e per identificare nuove vie di somministrazione. Una strategia che potrebbe incrementare l'efficacia dell'immunizzazione è quella di somministrare il Vaccino attraverso le mucose degli organi a contatto con l'esterno: in particolare delle vie respiratorie (naso, bocca, gola, bronchi e polmoni), delle vie digerenti (stomaco e intestino) e dell'apparato genitale femminile.

Il vaccino orale antipoliomielitico, in uso fin dagli anni '50, è stato il primo esempio dell'efficacia di questo modo di somministrare i vaccini. Un'altra via possibile è quella nasale. Presto saranno disponibili dei vaccini antinfluenzali somministrabili, per l'appunto, come spray nasali: è stato infatti dimostrato che la via di penetrazione impiegata dal microrganismo può essere sfruttata efficacemente anche dal vaccino.

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Microsfere e vaccini a base di 'DNA nudo'

I ricercatori stanno studiando anche altre nuove vie per 'presentare' il vaccino al sistema immunitario. Molto promettenti si stanno rivelando le cosiddette 'microsfere', sottilissime piccole sfere solubili contenenti minime quantità di materiale antigenico.

Tali microsfere, dissolvendosi lentamente all'interno dell'organismo, rilasciano gli antigeni in modo graduale e costante nel tempo: l'idea è quella di ridurre il numero di dosi di vaccino necessarie per ottenere un'efficace immunizzazione.

L'innovazione forse più interessante dal punto di vista tecnologico è probabilmente quella d'introdurre direttamente nell'organismo del materiale genetico puro del microrganismo responsabile dell'infezione, chiamato 'DNA nudo', in grado di codificare un numero limitato di proteine (innocue!) del microrganismo stesso.

Il destino di questo 'DNA nudo', dopo l'introduzione nel nostro organismo, è di essere incorporato direttamente nelle cellule dell'organismo: queste ultime potrebbero così produrre esse stesse le proteine del microrganismo, che a loro volta potrebbero stimolare il sistema immunitario.

Di fatto, le proteine del microrganismo codificate dal 'DNA nudo' si comporterebbero come un vaccino vivo attenuato: il DNA incorporato nelle cellule potrebbe infatti produrre le proteine del microrganismo per anni, inducendo così una risposta immunitaria forte e duratura. Allo stesso tempo, l'esclusione dal 'DNA nudo' di geni che codificano per proteine potenzialmente pericolose per l'uomo garantirebbe l'assoluta sicurezza d'impiego di questi vaccini.

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In conclusione

I vaccini rappresentano lo strumento più potente a nostra disposizione per prevenire le malattie infettive. I passi avanti nel campo delle biotecnologie hanno condotto i ricercatori in una nuova era, nella quale lo sviluppo di nuovi vaccini 'biotecnologici' potrà ulteriormente migliorare la salute dell'uomo.

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06/02/2007