Roma, 4 gen. (Adnkronos Salute) - "La chiusura delle scuole è stata adottata in tutto il mondo per frenare la diffusione di Covid-19. Tuttavia, l’impatto della chiusura e della riapertura delle scuole sulle dinamiche epidemiche rimane ancora poco chiaro". E' quanto si legge nel report dell'Istituto superiore di Sanità 'Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di Sars-CoV-2: la situazione in Italia', in cui si ricorda che "i Paesi hanno adottato piani diversi per quanto riguarda le scuole durante l’allentamento delle misure restrittive del lockdown", e si propone una panoramica degli studi in merito.
"Alcuni studi, ipotizzano che, specialmente i bambini al di sotto dei 10 anni, giochino un ruolo minore nella trasmissione dell’infezione", si legge nell'introduzione del report Iss. "L'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) nel documento 'Covid-19 in children and the role of school settings in Covid-19 transmission' - riporta ancora il documento - sostiene che, sebbene meno del 5% dei casi di Covid-19 segnalati nei Paesi Ue/See (Unione Europea e Spazio Economico Europeo) e nel Regno Unito riguardi persone di età inferiore ai 18 anni, il ruolo dei bambini nella trasmissione della Sars-CoV-2 rimane poco chiaro".
"Le evidenze disponibili fino ad oggi indicano che, nei Paesi in cui sono state implementate le chiusure scolastiche e il rigoroso distanziamento fisico, i bambini, in particolare nelle scuole dell’infanzia e primarie, hanno una maggiore probabilità di contrarre il Covid-19 da altri membri infetti della famiglia piuttosto che da altri bambini in ambito scolastico. Il tracciamento dei contatti nelle scuole e altri dati osservazionali, provenienti da un certo numero di Paesi Ue, suggeriscono che la riapertura delle scuole non sia associabile a un significativo aumento della trasmissione nella comunità, sebbene esistano evidenze contrastanti circa l’impatto della chiusura/riapertura della scuola sulla diffusione dell’infezione".