Roma, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Carenza di mascherine e dispositivi di protezione, ma anche di personale sanitario, informazioni e farmaci. E difficoltà ad eseguire tamponi. Sono solo alcune delle criticità segnalate dalle Rsa italiane alle prese con la pandemia, emerse dal report finale dell'indagine condotta dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (Rsa).
Delle 1.259 strutture che hanno risposto alla domanda, 972 (77,2%) hanno riportato al momento del completamento del questionario la mancanza di dispositivi di protezione individuale, mentre 263 (20,9%) hanno riportato una scarsità di informazioni ricevute circa le procedure da svolgere per contenere l'infezione. Inoltre 123 (9,8%) strutture segnalano una mancanza di farmaci, 425 (33,8%) l'assenza di personale sanitario e 157 (12,5%) difficoltà nel trasferire i residenti affetti da Covid-19 in strutture ospedaliere. Infine, 330 strutture (26,2%) dichiarano difficoltà nell'isolamento dei residenti affetti da Covid-19 e 282 "hanno indicato l'impossibilità nel far eseguire i tamponi", si legge nel rapporto.
L'idagine ha esaminato anche le caratteristiche delle Rsa: in media sono risultati presenti 2,5 medici, 8,5 infermieri e 31,7 operatori socio-sanitari per struttura. Circa l'11% delle strutture ha dichiarato di non avere medici in attività nella struttura fra le figure professionali coinvolte nell'assistenza. Complessivamente, considerando le tre figure professionali, sono presenti mediamente 42,4 operatori per struttura.
Mediamente sono stati riportati inoltre 74,8 posti letto per struttura, con un range da 8 a 667 posti letto. Le 1.356 strutture coinvolte nell'indagine hanno riportato un totale di 97.521 residenti alla data del 1 febbraio 2020, con una media di 72 ospiti per struttura (range 7-632).