Igiene personale: le abitudini degli italiani

igiene personale le abitudini degli italiani

Per ridurre il rischio di contagio di Influenza e altre infezioni basterebbe avere la semplice abitudine di lavarsi le mani.

Secondo gli esperti, lavarsi le mani con efficacia e regolarità, ridurrebbe del 21% il rischio di infezioni e malattie respiratorie e del 31% la frequenza delle malattie infettive intestinali.

Gli italiani, secondo una ricerca promossa da Reckitt Benckiser e presentata in occasione di un recente convegno dal titolo 'Home Hygene, rischi infettivi, sicurezza a prevenzione negli ambienti domestici', hanno l’abitudine di lavarsi le mani quasi otto volte al giorno, ma soltanto il 17% usa un sapone Antibatterico.

Complessivamente, gli igienisti giudicano 'buone' le abitudini italiane in fatto di igiene: l’indagine ha rivelato che le donne hanno una maggiore attenzione all’igiene rispetto agli uomini, che gli over 44 si lavano più dei giovani e che gli italiani si lavano maggiormente al mattino, invece che di pomeriggio o di sera.

Ciò che emerge dallo studio, però, è l’errata conoscenza da parte degli italiani di alcune questioni fondamentali riguardanti l’igiene: ad esempio siamo abituati a lavarci le mani dopo aver usato i servizi igienici, ma non dopo aver fatto uno starnuto o un colpo di Tosse.

Lavarsi bene le mani è un mezzo di prevenzione delle malattie infettive e costituisce la misura più importante per interrompere la trasmissione di agenti patogeni”, ha concluso Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e sanità pubblica all’Università di Parma, che ha giudicato decisamente buono il dato relativo alla frequenza con la quale gli italiani si lavano le mani: “otto volte sono un buon numero, ma è altrettanto importante sapersi lavare bene le mani”, ha precisato.

E allora vediamo qual è il modo più efficace e indicato per lavarsi le mani. Innanzitutto è importante sapere che è bene lavarsi le mani prima di mangiare, maneggiare alimenti, medicare o toccare una ferita, togliere le lenti a contatto, cambiare il pannolino a un neonato e dopo aver usato i servizi igienici, toccato cibo crudo, aver cambiato il pannolino, aver toccato un animale, aver starnutito, tossito o soffiato il naso, dopo essere stati a contatto con tante persone, dopo aver usato la palestra, dopo aver viaggiato sui mezzi pubblici, dopo aver toccato i rifiuti e dopo essere stati a contatto con persone ammalate.

Il lavaggio delle mani non deve durare mani meno di venti secondi e deve essere effettuato con l’uso di sapone e acqua calda. Bisogna distribuire il sapone su tutte le parti delle mani: palmi, dita, interno-dita, dorso, polsi, unghie. È bene strofinare energicamente le mani l’una contro l’altra e poi risciacquare abbondantemente.

Se si usa un bagno pubblico è consigliabile chiudere il rubinetto usando una salvietta monouso e asciugare le mani con l’erogatore di aria calda o con una salvietta usa e getta. E se non si ha a disposizione acqua e sapone? Allora si può optare per una salvietta igienizzante monouso o per un gel disinfettante.

Il punto di vista
Pediatria

Raccomando di seguire alcune regole di igiene, personale e ambientale che aiutano ad abbattere il rischio di infezioni. La prima regola, che vale anche per gli adulti ma che per i bambini è fondamentale, è fare lavare loro spesso le mani.

Perché sulle mani si annidano germi, virus e agenti patogeni che possono provocare diversi disturbi e malattie. E poiché i bambini portano spesso le mani alla bocca, lavare le mani regolarmente al mattino, alla sera, prima dei pasti e dopo aver giocato, diminuisce questo rischio.

Raccomando che il lavaggio duri almeno un minuto e che sia accurato. Suggerisco anche di insistere dove più facilmente si annida la sporcizia, cioè sotto le unghie, che devono rimanere corte e ben curate. Quindi consiglio di procedere a una corretta igiene ambientale.

25/11/2015
02/02/2011
TAG: Igiene e medicina preventiva | Infezioni