30/10/2015

Elogio della paura, il sentimento della sopravvivenza

elogio della paura il sentimento della sopravvivenza
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Il respiro si fa affannoso, il battito cardiaco aumenta, le pupille si dilatano. In tutto il corpo scorre l’adrenalina e stiamo valutando se scappare a gambe levate o prepararci a combattere. È ciò che accade all’essere umano quando si trova di fronte a un pericolo che scatena la paura.
Di questo sentimento così umano e innato, ha parlato all’Adnkronos il neuropsichiatra Baland Jalal, esperto dei meccanismi da cui la paura ha origine, delle allucinazioni e delle fobie.
Alla vigilia di Halloween, "la festa più paurosa dell’anno" c’è da chiedersi perché i bambini, ma anche i grandi, amino travestirsi da esseri spaventosi. L’esperto fornisce una risposta immediata e forse scontata: andare a braccetto con le proprie paure più profonde serve ad esorcizzarle, a renderle più accettabili.
E allora ecco che fantasmi, mostri, zombie e scheletri diventano “amici” per un giorno e perdono quell’Aura inquietante e malefica che deriva dall’avere poteri magici, incomprensibili, che sfuggono alle leggi della natura. 
 

Da dove nasce la paura

La paura è un sentimento che emerge quando si avverte un pericolo. Questa percezione innesca il circuito della paura che attiva l’amigdala nel cervello e scatena una reazione fisica ed ormonale che mette il corpo in allerta. Noradrenalina e Cortisolo entrano in circolo in maggiori quantità e preparano il corpo all’azione.
La paura è, quindi, un sentimento tutt’altro che negativo. È alla base dell’istinto della sopravvivenza, permette di difendersi quando si avverte un pericolo. Ma è anche facilmente influenzabile. 
 

Paura innata e paura indotta e influenzata

Da un lato nel nostro cervello abbiamo paure ataviche, che sono innate, come quella dei luoghi bui, o degli aghi, o dei ragni e serpenti. Questo sentimento nasce dalla consapevolezza che questi elementi possono rappresentare un pericolo e quindi la paura ci mette sulla difensiva.
Ma la paura può anche essere indotta e influenzata. Uno psicologo inglese, nel 1920, riuscì a far temere a un bambino un innocuo e simpatico coniglietto solo perché abbinava all’animale suoni forti e fastidiosi. E le tradizioni popolari, le leggende, i racconti familiari contribuiscono ad alimentare la paura dell’uomo nero, degli spettri, dei mostri.
TAG: Psicologia | Neuropsichiatria infantile | Salute mentale | Bambini
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