L’essere umano è nato per pensare. Secondo una ricerca pubblicata su Nature Communications, condotta da psicologi della Queen’s University (Canada), una persona avrebbe in media 6.200 pensieri al giorno.

I nostri pensieri possono essere generati da un ricordo associato ad una canzone o da un’immagine. A volte basta una sensazione fisica per far scattare pensieri che possono essere di preoccupazione per il proprio stato di salute oppure di allerta e vigilanza immotivata. In questi casi si possono generare delle grosse difficoltà in quanto si inizia ad avere la paura di pensare alla paura. Questo meccanismo porta spesso le persone a chiedere aiuto con la necessità di affrontare un percorso psicoterapico.

La paura della paura: quando si trasforma in panico?

Difficilmente se esce da soli. Quando si ha la paura di percepire la paura, dietro si celano tante esperienze che hanno fatto sviluppare questo senso di impotenza e di terrore, che porta a pensare in maniera continua e assillante al fatto che la paura possa sopraggiungere. Gli attacchi di panico sono l’origine di questa continua lotta alla paura. A questo punto nascono dei comportamenti che alimentano il problema.

La persona evita di allontanarsi troppo da sola, mette in atto strategie di controllo, richiede aiuto direttamente o indirettamente, insomma si crea un recinto protettivo che diventa una prigione dalla quale non si riesce più ad uscire, con l’aggravante di non sentirsi mai al sicuro.

Il soggetto combatte senza mai vincere. In questo caso la battaglia si vince senza combattere, ma affidandosi a delle tecniche e strategie psicologiche che insegnano a trasformare la paura in coraggio, vivendo una vita fatta di esperienza e non di ritiro sociali.

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