Roma, 3 lug. (AdnKronos Salute) - Non è la sete di carriera o semplicemente la ricerca di un impiego fisso a spingere la donne a congelare i propri ovociti (il cosiddetto 'social freezing'), bensì la mancanza di un partner stabile o meglio dell'uomo perfetto con cui avere un bambino. Un scelta che viene fatta, dunque, in attesa non tanto del momento, quanto più che altro di un partner che voglia impegnarsi. Sono le conclusioni a cui è giunto uno studio degli antropologi della Yale University presentato al congresso della European Society of Human Reproduction and Embryology (Eshre) in corso a Barcellona.
I ricercatori hanno intervistato 150 donne che si sono rivolte a 4 cliniche di fecondazione in vitro negli Stati Uniti e 3 in Israele e che avevano completato almeno un ciclo di congelamento degli ovociti per motivi sociali e non medici. Più di 4 su 5 (l'85%) non aveva un partner in quel momento. "Molte persone credono erroneamente che le donne conservino le loro uova per motivi 'frivoli' - dicono gli esperti - la letteratura medica e la copertura mediatica sul tema della crioconservazione degli ovociti di solito suggeriscono che questo metodo viene usato per rinviare o ritardare la gravidanza fra donne che perseguono un'istruzione di altissimo livello o la propria carriera. Il nostro studio, tuttavia, suggerisce che la motivazione primaria è la mancanza di un partner che si impegni in un progetto di genitorialità".
La pianificazione della carriera risulta infatti un motivo meno comune, anche tra le donne che lavorano in aziende che offrono il congelamento degli ovociti incluso nella propria assicurazione sanitaria.
Commentando i risultati del sondaggio Virginia Bolton della Fertility Society ha dichiarato: "Penso che nella società ci sia ancora questo malinteso: che le donne scelgano questa opzione per motivi poco rilevanti: perché preferiscono avere una carriera e comprare borse firmate, piuttosto che diventare madri. Non è così".