Roma, 28 mag. (AdnKronos Salute) - La dipendenza dallo sport è un problema inventato da chi non ha il fisico? Falso. Quando l'attività fisica diventa un'ossessione si può parlare di dipendenza e quindi di patologia. A fare chiarezza è il sito anti-fake news 'dottoremaeveroche' della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che dedica un articolo al tema.
Avere un corpo tonico e muscoloso è il desiderio di chiunque, e l'attività fisica regolare ha enormi benefici, a tutte le età, soprattutto in termini di prevenzione: protegge da molte malattie, in particolare quelle cardio e cerebrovascolari e il diabete, migliora il benessere psicologico e riduce lo stress e nell'anziano contribuisce a mantenere e a migliorare l'equilibrio e le capacità motorie, si legge. Ma quando lo sport viene praticato in modo eccessivo, al di là dei limiti posti naturalmente dallo sforzo, e diventa un'ossessione, può diventare una vera e propria dipendenza.
La dipendenza - si spiega - può essere positiva o negativa. Si parla di dipendenza positiva quando un impegno fisico-sportivo elevato o eccessivo rispetto alla media è finalizzato a vivere in modo migliore e in un'ottica di prevenzione: ad esempio per tenere bassi i livelli di stress, per combattere il sovrappeso, per ridurre l'ipercolesterolemia, per controllare il diabete o comunque per migliorare il proprio corpo dal punto di vista fisico e/o estetico e per un benessere psicologico. "Questa forma di dipendenza (letteralmente exercise dependance) può essere interpretata quasi alla stregua di un farmaco per il trattamento di problemi cronici, quindi come un'attività preventiva (se non terapeutica), e non certo come causa di un problema. E permette di conservare gli equilibri psicologici, comportamentali e sociali", sottolinea Pierluigi De Pascalis, specializzato in scienze motorie e fondatore della formazione e della divulgazione scientifica di NonSoloFitness.it.
La dipendenza - si legge sul sito Fnomceo - diventa negativa quando non è più fisica, ma psicologica: l'attività fisica assume un ruolo centrale nella vita della persona e gradualmente sottrae sempre più tempo, spazio e interesse per altre attività sociali, fino a compromettere la salute psicofisica della persona. Nel descrivere il profilo di chi ne è affetto, De Pascalis scrive che, "in assenza di una nuova sollecitazione, in genere i sintomi dell'astinenza si manifestano dopo 24-36 ore dall'ultimo allenamento e chi ne è affetto non si preoccupa di eventuali indolenzimenti o traumi in corso, perché è evidente che l'allenamento rappresenta un evento importante e irrinunciabile, spesso più importante del proprio lavoro o della propria famiglia, sino a diventare la cosa più importante in assoluto". Può succedere che il desiderio di migliorare tonicità e muscoli inneschi una reazione a catena di comportamenti non salutari e che portano all'isolamento sociale.
Dunque, quando si va ripetutamente in palestra più di quanto il buon senso suggerirebbe e l'allenamento perde ogni valore salutistico, diventa un'ossessione che può sfociare in un disturbo psichico. Un esempio è la vigoressia, detta anche complesso d'Adone o bigoressia o anoressia inversa, che trova terreno fertile nella cultura del benessere e del mondo delle palestre. E' la ricerca ossessiva di un corpo forte con muscoli ipertrofici. Colpisce soprattutto i maschi tra i 25 e i 35 anni, seguiti da quelli tra i 18 e i 24 anni, per i quali ciò che conta è l'immagine del proprio corpo allo specchio. Sono persone dedite a una intensa attività fisica, che si fanno attrarre da allenamenti sempre più intensi e impegnativi ai quali abbinare una dieta iperproteica e spesso l’assunzione di integratori e anabolizzanti per aumentare la massa muscolare.
"La vigoressia - spiega ancora De Pascalis - porta con sé una serie di problemi connessi con lo stile di vita che induce a seguire. Da un punto di vista fisico i rischi sono fondamentalmente legati a un'alimentazione fortemente sbilanciata, all'eventuale impiego di anabolizzanti, e naturalmente a sessioni di allenamento di estrema intensità. Sotto il profilo psicologico, inoltre, i comportamenti messi in atto concorrono a destabilizzare ulteriormente il soggetto, con grave compromissione dell'equilibrio psichico e dell'umore". Un esempio per tutti: è dimostrato che l'abuso di anabolizzanti possa portare a morte prematura.