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L'importanza di farsi sentire, una Giornata dedicata alla salute dell'orecchio

L'importanza di farsi sentire, una Giornata dedicata alla salute dell'orecchio

Il 30 settembre torna la Giornata Mondiale del Sordo per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sui diritti e difficoltà delle persone sorde.
In questo articolo:

La Giornata Mondiale del Sordo e l’85esimo anniversario di fondazione dell’Ente Nazionale Sordi onlus (ENS) si “incontrano”, non solo virtualmente, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni in merito ai diritti delle persone sorde, sulle difficoltà che possono incontrare in ogni ambito della quotidianità – dalla comunicazione all’istruzione, dall’informazione al lavoro – e su quanto deve ancora essere fatto per assicurare alle persone sorde una reale, tangibile inclusione sociale. Occorre ricordare che la sordità è una disabilità molto grave che va a colpire la dimensione relazionale e comunicativa della persona, il suo essere all’interno della società.

Promossa dalla World Federation of the Deaf, la Giornata Mondiale del Sordo – in programma il 30 settembre – rappresenterà l’occasione per scendere in piazza per una giornata non solo celebrativa ma, soprattutto, di rivendicazione, completamente dedicata al tema della sordità. Ogni anno, l’ultima settimana di settembre, questa Giornata si sviluppa attraverso manifestazioni, eventi culturali e quanto possa servire alla causa.

Come anticipato, la Giornata Mondiale del Sordo si inserisce nella “tre giorni” (28, 29 e 30 settembre) organizzata a Padova dall’ENS, che spegnerà le 85 candeline dalla sua fondazione avvenuta nel 1932, quando - ricorda lo stesso Ente - “le persone sorde erano praticamente prive di qualsiasi diritto sul piano giuridico e sociale: equiparate a soggetti incapaci di intendere e di volere, erano escluse da ogni facoltà giuridica, non avevano diritto all’istruzione, se non presso istituti religiosi o precettori privati. La loro esistenza nella società era, nei fatti, negata”.

Un appuntamento importante che vedrà anche interventi e performance di artisti sordi che si alterneranno sul palco. L’evento verrà sostenuto da una campagna social – su Facebook e Twitter – attraverso l’hashtag “#gms2017”.

La sordità, una disabilità invisibile

Una definizione che, purtroppo, calza a pennello. La sordità, infatti, è difficile da focalizzare in ogni suo aspetto e sfaccettatura. Sintetizzando: “non si vede” ed è riconoscibile soltanto nel momento in cui si cerca di comunicare. Per questo motivo le persone sorde non sempre ottengono, da parte degli udenti, tutte quelle attenzioni e quella disponibilità che occorrono. Senza dimenticare che l’assenza di feedback uditivo nelle persone divenute sorde blocca l’acquisizione del linguaggio parlato in modo naturale e, di conseguenza, del linguaggio scritto.

Ecco perché l’apprendimento della lingua, sia parlata sia scritta, può avvenire soltanto attraverso un importante percorso di riabilitazione logopedica. Da qui risulta fondamentale fornire alla persona sorda tutti gli strumenti comunicativi e relazionali indispensabili alla sua educazione e crescita.

L’importanza di farsi sentire

Un anno fa Sara Giada Gerini, 37enne nata sorda e divenuta oralista (comunica attraverso la lingua parlata e la lettura labiale) ha lanciato via social network la campagna “#facciamocisentire”, per chiedere che in tutte le trasmissioni tv, ma anche sui mezzi e nei luoghi pubblici, siano presenti i sottotitoli. “Noi sordi – dichiara attraverso alcune slide nel video divenuto virale – vogliamo avere gli stessi diritti degli altri nell’accesso alla comunicazione televisiva”. Quindi aggiunge: “Il diritto-dovere di una società civile ad essere sempre informati, a noi sordi è consentito solo episodicamente. Senza sapere è solo emarginazione. Leggere e vedere per noi è la sola alternativa al non sentire”.

Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019
4 minuti di lettura

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