In questo articolo:
- Comportamenti sedentari per quattro persone su dieci
- Più di un adulto su tre è in sovrappeso e circa uno su dieci è obeso
- Cresce il consumo di alcol occasionale e fuori dai pasti, scende quello giornaliero
- Sono più di 10 milioni i fumatori over 14
- I comportamenti dei genitori influenzano quelli dei figli
Comportamenti sedentari per quattro persone su dieci
Nel 2015 23 milioni e 524 mila persone (39,9% della popolazione di 3 anni e più) dichiarano di non praticare sport né attività fisica nel tempo libero, un valore "stabile rispetto al 2014. Le donne sono più sedentarie degli uomini (44,3% contro 35,1%)". Le persone di 3 anni e più che praticano uno o più sport nel tempo libero sono il 33,3% della popolazione. Tra queste, il 23,8% si dedica allo sport in modo continuativo, il 9,5% in modo saltuario. Coloro che, pur non praticando uno sport, svolgono un'attività fisica sono il 26,5% della popolazione. Nel corso degli ultimi anni "si va tuttavia affermando un significativo cambio di modello per generazione, con un calo della sedentarietà e un aumento di coloro che praticano sport in modo continuativo", spiega l'Istat.Dal 2001 a 2015 la quota di quanti praticano attività sportiva in modo continuativo passa dal 19,1% al 23,8%. Il numero dei sedentari ("elevati tra i piccolissimi di 3-5 anni"), diminuisce a 6-10 anni, si mantiene bassa tra i minori ma aumenta decisamente nelle fasce di età successive. A partire dai 65 anni quasi la metà della popolazione si dichiara sedentaria. E in tutte le fasce di età le donne sono più sedentarie degli uomini. Inoltre i livelli di inattività fisica sono più elevati tra le persone con risorse economiche scarse o insufficienti (51,9%), rispetto a chi dichiara risorse ottime o adeguate (37,9%). Differenze marcate anche rispetto al titolo di studio: tra le persone con almeno la laurea la Prevalenza di chi non pratica sport né attività fisica nel tempo libero è pari al 23,2%, sale tra i diplomati e tra chi ha la licenza media (rispettivamente 33,7% e 49%) e raggiunge il 68% tra quanti hanno la licenza elementare.
Più di un adulto su tre è in sovrappeso e circa uno su dieci è obeso
La maggioranza della popolazione adulta in Italia è normopeso (51,8%), il 35,3% in sovrappeso, il 9,8% obeso e il 3% sottopeso. È in eccesso di peso il 45,1% della popolazione. Rispetto agli altri Paesi europei, l'Italia si posiziona nella parte più bassa della graduatoria, "con un andamento crescente nel tempo, soprattutto tra i maschi (da 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015)". Il sovrappeso è più diffuso tra gli uomini, 44% contro il 27,3% delle donne, come pure l'obesità, 10,8% contro 9%. E cresce all'aumentare dell'età. "Si conferma un forte gradiente territoriale Nord-Sud per l'eccesso di peso che, nel 2015, interessa una quota superiore al 50% nel Sud del Paese (38,6% in sovrappeso e 11,8% obeso) contro il 41% del Nord-ovest e il 43,7% del Nord Est".Picchi si osservano in Molise (52,6%), Campania (51%), Puglia (50,9%) e Basilicata (50,5%). Sono soprattutto i piccoli comuni fino a 2 mila abitanti a registrare quote più elevate di sovrappeso e obesità.
Marcate anche le differenze rispetto al titolo di studio: tra le persone con almeno la laurea la Prevalenza di eccesso di peso è pari a 32,8%, che sale al 42,8% tra i diplomati e al 52,7% tra chi ha la licenza media per raggiungere il 60,4% tra quanti hanno al massimo la licenza elementare. I bambini e gli adolescenti extralarge sono il 24,9% (media 2014-2015), con un picco tra i 6-10 anni (34,2%), ma al crescere dell'età il sovrappeso e l'obesità vanno diminuendo, fino a raggiungere il valore minimo tra i ragazzi di 14-17 anni. Emergono forti differenze di genere (28,3% per i maschi, contro 21,3% delle femmine) molto marcate tra gli adolescenti (14-17 anni) ma quasi inesistenti tra i bambini di 6-10 anni.
Cresce il consumo di alcol occasionale e fuori dai pasti, scende quello giornaliero
Nel 2015 dichiara di bere alcolici il 64,5% della popolazione di 11 anni e più, pari a 35 milioni e 64 mila persone. Circa otto uomini su dieci e cinque donne su dieci consumano alcol almeno una volta l'anno. Per entrambi i sessi la bevanda alcolica più diffusa è il vino (52,2%), seguita da birra (46,4%) e altri alcolici (42,1%). Il consumo "risulta in lieve aumento nel corso del 2015 rispetto all'anno precedente (63,0%), ma in netto calo rispetto al 2003 (68,8%)". Diminuisce "in particolare il consumo giornaliero di alcol: tra il 2003 e il 2015 la quota di chi consuma bevande alcoliche tutti i giorni scende dal 31,1% al 22,2%", ma aumenta quella di chi beve occasionalmente (dal 37,7% al 42,3%) e fuori dai pasti (dal 24,8% al 27,9%)."Si osserva, quindi, nel corso degli ultimi anni una trasformazione del modello tradizionale di consumo di bevande alcoliche, basato sulla consuetudine di bere quotidianamente vino durante i pasti, verso i modelli di consumo tipici dei paesi del Nord Europa, caratterizzati da consumi elevati di bevande alcoliche spesso consumate anche al di fuori dei pasti". Un cambiamento forte fra le donne: le consumatrici giornaliere scendono da 4 milioni 563 mila a 3 milioni 321 mila (-27,2% contro -23,2% dei maschi), mentre aumentano le italiane che bevono fuori dai pasti. E ancora, fra i giovani di 11-15 anni dichiara di aver assunto alcolici negli ultimi 12 mesi l'11,3% dei maschi e l'8,3% delle femmine. Già a partire dai 18-19 anni i valori si avvicinano a quelli della media della popolazione, ma nel caso delle ragazze sono più elevati (59% contro 52,0%). Il consumo giornaliero aumenta fortemente con l'età. E in generale è più forte nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est (69,1%) e tra i maschi (79,4%).
Sono più di 10 milioni i fumatori over 14
In Italia, a partire dagli anni Ottanta il consumo di tabacco è in progressivo calo e all'anno scorso il 19,6% della popolazione over 14 dichiara di fumare, il 22,8% di aver fumato in passato e il 56,3% di non aver mai fumato. Il trend risulta costantemente decrescente negli ultimi anni (23,7% la quota di fumatori nel 2001), con l'abitudine più diffusa fra gli uomini, anche se la differenza di genere si è ridimensionata nel tempo. Anche il numero medio di sigarette fumate al giorno è in calo: da 14,7 del 2001 a 11,6 del 2015. Gli uomini fumano in media più sigarette al giorno delle donne (12,8 rispetto a 9,9); i valori più alti si riscontrano tra i 60 e i 64 anni. Inoltre l'Istat aggiunge che la quota di fumatrici si riduce sensibilmente nelle generazioni più giovani: tra i 25-29 anni fuma il 23% delle donne nate dopo la metà degli anni Sessanta, una quota che era rispettivamente del 32,9% e del 28% nelle due generazioni precedenti.I comportamenti dei genitori influenzano quelli dei figli
La famiglia "svolge un ruolo determinante per lo scambio di conoscenze, pratiche comportamentali, norme e valori", afferma l'Istat. I membri della famiglia condividono lo status socio-economico, a cui è associata una diversa propensione ad assumere comportamenti a rischio. Rispetto agli stili di vita "emerge in modo evidente l'effetto esercitato dalle abitudini dei genitori sul comportamento dei figli". Infatti, il 30,2% dei giovani fino a 24 anni che vivono in famiglie dove entrambi i genitori sono fumatori fuma, contro l'11,9% dei figli di non fumatori.Forte anche associazione tra l'eccesso di peso dei genitori e quello dei figli. In particolare, se entrambi i genitori sono in sovrappeso la percentuale di giovani nella stessa condizione è del 30,6% mentre scende al 16,3% quando entrambi i genitori sono normopeso. Stesso discorso per l'alcol: il 32,6% degli 11-24enni che vivono in famiglie con almeno un genitore che beve troppo presentano gli stessi eccessi, quota che scende al 15,7% tra i giovani con genitori moderati. Infine la quota di giovani pigri i cui genitori non praticano sport né attività fisica è del 48,4% contro il 7,7% di quelli con genitori non sedentari. "Associazioni che permangono anche quando è uno solo dei due genitori, in particolare la madre, ad assumere stili non salutari".
Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2016
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