Roma, 21 mar (Adnkronos Salute) - In Italia il 13% dei ragazzi non lava i denti tutte le sere, il 22% dei genitori lascia andare i bambini a letto senza lavare i denti e nel 9% dei casi non lavare i denti è stata considerata come ricompensa offerta dai genitori. E' quanto emerge da un'indagine, commissionata da Unilever su 4.000 bambini e genitori in 8 Paesi, rilanciata in occasione della Giornata mondiale della salute orale, la cui celebrazione, il 20 marzo, quest'anno prevedeva in Italia una serie di lezioni nelle scuole attraverso sia strumenti digitali che lezioni frontali, ma che, a causa della pandemia da Covid-19, ha subito alcune variazioni.
Strumento principale delle iniziative - si legge in una nota - è il progetto 'Sorrisi Previdenti' promosso da Mentadent (brand del Gruppo Unilever) in collaborazione con l'Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) e Fondazione Andi, che, vista la chiusura delle scuole, permetterà comunque a tutti i bambini italiani e ai loro genitori di approfondire il tema della salute orale attraverso contenuti e materiali informativi specifici disponibili sul sito .
Il progetto è impostato sulla 'metodologia dei 21 giorni' diffusa a partire dal 2014, in 10 Paesi del mondo, secondo la quale una corretta azione quotidiana ripetuta per 3 settimane diventa una corretta abitudine, in questo caso utile a rafforzare e interiorizzare la pulizia quotidiana dei denti da parte dei bambini prima di andare a dormire. Le rilevazioni effettuate al termine della terza fase su 9 dei 10 Paesi che hanno applicato questa metodologia hanno evidenziato importanti progressi, soprattutto sui bambini di età tra i 7 e i 9 anni con un 25% di miglioramento nell'abitudine a lavarsi i denti nei 21 giorni; al termine del programma, inoltre, si è rilevato che 3 bambini su 4 hanno preso l'abitudine di lavare i denti con dentifricio a base di fluoro e l'82% dei bambini si lava i denti 2 volte al giorno.
'Sorrisi Previdenti' - ricorda la nota - nasce dalla consapevolezza della vastità del problema della salute orale nel mondo (2 miliardi e 400 milioni di persone sono affette da carie su scala globale), del suo impatto sull'infanzia (500 milioni di bambini hanno problemi derivanti dalla carie) e dell'importanza di promuovere una corretta prevenzione fin dalla più tenera età. Il progetto prevede strumenti realizzati anche grazie al contributo di Tim Newton - professore di psicologia applicata alla salute orale del King's College di Londra - e tra questi un calendario dedicato, pensato per aiutare bambini e genitori a tenere traccia dei progressi compiuti durante il periodo di 21 giorni durante i quali sviluppare e rafforzare l’abitudine di lavare i denti prima di andare a dormire.
"Sensibilizzare le famiglie e li loro bambini riguardo all'importanza di una corretta igiene orale significa contribuire alla formazione di future generazioni di adulti con denti più sani, con tutti i vantaggi che un tale risultato può comportare", conferma il presidente nazionale Andi, Carlo Ghirlanda. "Un obiettivo che richiede lo sforzo congiunto di tutti gli attori in campo: gli odontoiatri con le associazioni nazionali e sovranazionali, l'istituzione scolastica e le aziende". "Da sempre uno degli scopi di Fondazione Andi onlus - afferma il suo presidente Evangelista Giovanni Mancini - è la promozione della salute orale tra i cittadini di tutte le età e poter iniziare proprio dai bambini delle scuole ci è sembrato un compito naturale e imprescindibile nonché parte di un percorso intrapreso già in passato".
Nel materiale informativo dedicato ai bambini non c'è solo la metodologia dei 21 giorni, ma un vero e proprio programma didattico che spiega le buone pratiche dell’igiene orale. "Mentadent è orgogliosa di rinnovare e ampliare il proprio impegno pluriennale al fianco di partner prestigiosi per supportare i bambini e le famiglie, a prendersi cura della salute orale, un tema di grande importanza a tutte le età ma troppo spesso sottovalutato anche nelle sue implicazioni psicologiche", afferma Cristiano Gallotta, Head of Oral care di Unilever Italia. "Le abitudini corrette si costruiscono e consolidano fin da piccoli per generare un vero cambiamento ed è per questo che, nonostante il momento difficile che tutto il Paese e il mondo sta affrontando, non abbiamo voluto mettere un freno alle attività, anzi abbiamo cercato una soluzione efficace per contribuire a promuovere l’educazione alla prevenzione nelle case degli italiani".
"Nell'impostazione della metodologia dei '21 giorni', basata su atteggiamenti ripetuti nell'arco di un tempo definito - spiega Gabriella Fontana, insegnante, formatrice e supervisor presso il Dipartimento di Formazione dell'Università degli Studi di Milano Bicocca - si riscontrano due elementi fondamentali dell'azione educativa: la 'routine' e il 'rinforzo positivo'. Le routine sono momenti importanti nella vita di bambine e bambini, riti che scandiscono il tempo a casa e a scuola e che, riproponendosi in maniera ricorrente, facilitano la memorizzazione di semplici azioni e migliorano la consapevolezza dei più piccoli di far parte di una comunità che si caratterizza per comportamenti e regole".
"Nella prassi educativa e didattica - conclude - il rinforzo positivo è quell'elemento che rassicura i bambini sull'efficacia e sulla correttezza delle pratiche intraprese, che li aiuta a trasformarle in abitudini e ad introiettarle per una miglior tenuta ed efficacia nel tempo".