Roma, 12 nov. (Adnkronos Salute) - Polmonite 'killer' dei bambini. Lo scorso anno ha causato la morte di oltre 800.000 bambini con meno di 5 anni, ovvero un bambino ogni 39 secondi, 2.200 ogni giorno. La maggior parte di queste morti si è registrata fra i bambini sotto i 2 anni, e circa 153.000 bambini sono morti nel primo mese di vita. A stilare il 'bollettino di morte', con l'obiettivo di portare l’attenzione su questa epidemia dimenticata, sono l'Unicef e altre cinque organizzazioni internazionali quali IsGlobal, Gavi, Save the Children, Every Breath Counts e Unitaid.
"Ogni giorno, circa 2.200 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di polmonite, una malattia curabile e quasi sempre prevenibile. Un impegno globale forte e investimenti maggiori sono fondamentali per la lotta contro questa malattia. Solo attraverso interventi a prezzo accessibile, preventivi e curativi, portati dove si trovano i bambini, potremo salvare veramente milioni di vite", ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell’Unicef. Oltre la metà delle morti di bambini a causa di polmonite è avvenuta in soli 5 paesi: Nigeria (162.000), India (127.000), Pakistan (58.000), Repubblica Democratica del Congo (40.000) ed Etiopia (32.000).
La polmonite inoltre - sottolinea l'Unicef in una nota - nel 2018 ha fatto molte più vittime tra i bambini sotto i 5 anni rispetto a qualsiasi altra malattia, a fronte degli 800mila morti quasi la metà (437.000) sono i piccoli sono morti per diarrea e 272.000 per malaria.
La polmonite - ricorda l'Unicef - è causata da batteri, virus o funghi e lascia i bambini a lottare per respirare, visto che i loro polmoni sono pieni di pus e liquidi. I bambini con sistemi immunitari indeboliti da altre infezioni come Hiv o da malnutrizione, e coloro che vivono in aree con alti livelli di inquinamento e acqua non sicura affrontano anche un rischio molto maggiore. I bambini con casi gravi di polmonite possono anche richiedere terapie con ossigeno, che sono raramente disponibili nei paesi più poveri per i bambini che ne hanno bisogno.
Se diagnosticata correttamente, la malattia può essere prevenuta con vaccini e facilmente curata con antibiotici a basso costo. Ma decine di milioni di bambini non sono ancora vaccinati e uno su tre con sintomi non riceve cure mediche essenziali. Nel 2018 - ricorda l'Unicef - 71 milioni di bambini non hanno ricevuto le tre dosi raccomandate di vaccino pneumococcico coniugato (Pcv), esponendoli a un rischio maggiore di polmonite. A livello globale, il 32% dei bambini con sospetta polmonite non viene portato nelle strutture sanitarie. Questo numero aumenta al 40% per i bambini più piccoli in paesi a basso e medio reddito.
I fondi disponibili per affrontare la polmonite sono molto minori rispetto ad altre malattie. Solo il 3% delle spese attuali per le ricerche per le malattie infettive a livello globale è destinata alla polmonite, nonostante la malattia causi il 15% delle morti nei bambini sotto i 5 anni. In un appello congiunto, le sei organizzazioni chiedono ai governi dei paesi più colpiti di sviluppare e attuare strategie per il controllo della polmonite per ridurre le morti di bambini e migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria primaria.
Ai paesi più ricchi, ai donatori internazionali e alle aziende del settore privato chiedono invece di migliorare la copertura della vaccinazione riducendo il costo di vaccini fondamentali, assicurando il rifornimento a Gavi (l’alleanza per i vaccini), e di aumentare i fondi per la ricerca e l’innovazione per affrontare la polmonite. A gennaio le 6 organizzazioni ospiteranno i leader mondiali al Global forum sulla polmonite nei bambini, in Spagna, insieme alle Fondazioni 'la Caixa', Bill and Melinda Gates e Usaid.