Roma, 2 lug. (AdnKronos Salute) - Un unico database gestito dalla Società italiana di neonatologia (Sin) creato per raccogliere i dati sui neonati pretermine. Si chiama 'Innsin' ed è il nuovo network con i dati di tutti i punti nascita in Italia, rivolto alle circa 240 strutture ospedaliere italiane che dispongono oggi di un reparto di patologia neonatale o di terapia intensiva dove vengono assistiti i bebè nati prima del termine. "La nascita di un bambino prematuro può essere gravata da molti problemi e conoscerne i rischi e gli esiti, fotografando quanto succede nella realtà delle varie strutture ospedaliere dislocate in tutte le Regioni del nostro Paese, è un elemento fondamentale per garantirne una migliore assistenza", si legge in una nota della Sin.
"I nati pretermine, cioè quelli che vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale, necessitano di un’assistenza mirata ed un mix di cure sempre più avanzate", ricorda il presidente della Sin, Fabio Mosca. "L’entità dei problemi da affrontare varia soprattutto in base al loro livello di prematurità, alle eventuali patologie e allo stato complessivo di salute. La riuscita del nostro intervento sarà più appropriata ed efficace partendo da dati e informazioni su casi già affrontati. L’Innsin ci consentirà di migliorare ulteriormente il nostro intervento assistenziale ed organizzativo".
Il network è costruito, continua la nota, "su una innovativa piattaforma web, agile ed immediata, che consentirà ad ogni reparto di Patologia neonatale e terapia intensiva neonatale di avere a disposizione, in tempo reale, i dati relativi a tutti i nati pretermine assistiti nel proprio Centro e nello stesso tempo di poter confrontare le proprie casistiche con i Centri italiani e, per quelli iscritti, con circa 1200 centri aderenti al Vermont Oxford Network (Von), con un singolo inserimento di dati. In questo modo si avrà a disposizione uno strumento che permetterà di implementare anche la ricerca scientifica, valutare gli effetti delle procedure assistenziali, identificare specifiche aree di criticità e promuovere interventi mirati per il miglioramento delle cure dei piccoli prematuri e collaborare con altri network nazionali di interesse perinatale".
Il lancio dell’Innsin si inserisce in un piano più articolato di raccolta di dati clinici, epidemiologici ed organizzativi che la Sin sta promuovendo con la prossima istituzione di un network dedicato al follow-up per raccogliere, per questi neonati, informazioni neuroevolutive, auxologiche e respiratorie nei primi anni di vita e la raccolta di dati epidemiologici in ambiti specifici e talora particolarmente delicati, come quelli sulle infezioni neonatali.
"La raccolta dei dati - continua Mosca - contribuirà, quindi, anche a migliorare il follow-up e l’assistenza dopo la dimissione, per proseguire le cure nel modo più adeguato possibile ed effettuare la diagnosi precoce dei disturbi neurologici e sensoriali, per un inizio tempestivo del supporto riabilitativo e abilitativo, se necessario".
Avendo a disposizione dati aggiornati, condivisi a livello nazionale ed internazionale, la Sin potrà inoltre rapportarsi in modo sempre più attivo con le Istituzioni sanitarie regionali e nazionali, poiché la presentazione di nuove modalità organizzative delle cure neonatali, basate su requisiti di qualità ed efficienza, richiede una capillare raccolta ed approfondita analisi dei dati epidemiologici ed organizzativi della rete neonatologica italiana.