Roma, 24 lug. (AdnKronos Salute) - Crescono ricoveri, prestazioni e ricerca dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Quasi 2 milioni di prestazioni ambulatoriali e 29 mila ricoveri, assistiti più di 13 mila pazienti 'rari'. Sono i risultati dell’attività sanitaria e scientifica e del bilancio sociale del 2018, che verranno presentati oggi pomeriggio, alla presenza del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, presso la sede di San Paolo Fuori le Mura. Il bilancio sottolinea anche un "margine operativo lordo con segno positivo". Cresce anche l’attività clinica e la produzione scientifica dell’ospedale del Papa, che raggiunge il numero di 679 pubblicazioni per 2.968 punti di impact factor grezzo (Ifg), il valore che ne misura il 'peso'.
Il 2018 è stato anche l’anno di un altro importante traguardo: quello della terapia genica (Car-T) cioè delle cellule 'riprogrammate' contro il tumore. "I numeri restituiscono il valore sociale dell’azione di ricerca e di cura e ne documentano la sostenibilità economica - sottolinea l'ospedale - Sono state quasi 4.500 le famiglie dei pazienti ricoverati alle quali è stato fornito un alloggio, oltre 2.100 i nuclei familiari seguiti dai servizi sociali". L’ospedale ha sostenuto complessivamente 342,2 mln di euro di costi a fronte di 359,4 mln di ricavi, registrando un margine operativo lordo (Ebidta) con segno positivo. In occasione dei 150 anni dalla fondazione dell’ospedale, il prossimo 20 novembre si terrà 'Una serata di stelle per il Bambino Gesù', un grande spettacolo all’insegna della solidarietà che si svolgerà presso l’Aula Paolo VI con l’obiettivo di raccogliere fondi per il nuovo Istituto dei tumori e dei trapianti.
Aumentano le visite al pronto soccorso del Bambino Gesù. "Nel 2018 sono stati registrati 85.012 accessi (+1% rispetto al 2017) nelle due sedi del Gianicolo e di Palidoro; 360 sono stati i trasporti di emergenza neonatale e 106 i trasporti tramite l’eliporto vaticano, eseguiti in collaborazione con il Governatorato della Santa Sede, quasi 200 in 2 anni- evidenzia il report - I parti a rischio effettuati all’interno del progetto 'Nascita Opbg' nel corso dell’anno sono stati 27. Il progetto, attivato nel 2017 prevede la nascita in ospedale di neonati altamente critici, al fine di evitare i rischi del trasferimento d’urgenza post-parto".
Cresce il numero di ricoveri, che nel 2018 sono stati 28.754, (+2%): il 29% proviene da fuori Regione, soprattutto Campania, Puglia e Calabria. Il 15% dei ricoverati è di nazionalità straniera. "Crescono anche le procedure chirurgiche e interventistiche, che raggiungono il numero di 30.648, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono 3.089 interventi di chirurgia ambulatoriale - sottolinea il bilancio - Un risultato frutto di percorsi basati sull’appropriatezza clinica, che hanno permesso di mantenere la stessa efficacia assistenziale del ricovero e di garantire minore stress per i pazienti e minori costi per il Sistema Sanitario Nazionale. Crescono, infine, le prestazioni ambulatoriali che raggiungono il numero di quasi 2 milioni (1.921.232) tra visite ed esami: un incremento, negli ultimi 7 anni, di circa il 70%".
Il 2018 è stato anche l’anno della terapia genica, cioè delle cellule 'riprogrammate' contro il tumore. La tecnica di manipolazione delle cellule del sistema immunitario del paziente (Car-T) rientra nell'ambito della cosiddetta terapia genica o immunoterapia, una delle strategie più innovative e promettenti nella ricerca contro il cancro.
Sono oltre 800 al Bambino Gesù le persone impegnate nella ricerca, di cui circa 495 esclusivamente dedicate alla ricerca e 326 medici, biologici, farmacisti e infermieri impegnati sia nell’attività clinica che nella ricerca scientifica. "L’ospedale si colloca al terzo posto della rete di tutti gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e al primo tra gli ospedali pediatrici italiani per livello di Impact Factor (If) - prosegue il report - L’If grezzo del Bambino Gesù è arrivato a quota 2.968 nel 2018, per un totale di 679 pubblicazioni scientifiche. 362 i progetti di ricerca traslazionale attivi nello scorso anno. 253 sono stati invece gli studi clinici accademici effettuati nel 2018 e 147 quelli sponsorizzati. 1.786 enti di 73 Paesi coinvolti nelle collaborazioni scientifiche dell’ospedale, la maggior parte dei quali sono centri universitari (40%), ospedali (37%) e centri di ricerca (10%)".
Con la partecipazione a 15 Reti Ern (European Reference Networks), il Bambino Gesù è l’ospedale pediatrico europeo più coinvolto nei network europei per la condivisione delle conoscenze sulle malattie rare e il coordinamento delle cure di questi pazienti. Sono 13.307 i pazienti 'rari' arruolati dal Bambino Gesù nella Rete Regionale delle malattie rare, la casistica più ampia a livello nazionale, non solo in campo pediatrico. Grazie alle piattaforme genomiche e alle competenze bioinformatiche sviluppate presso i laboratori dell’ospedale, nel 2018 il Bambino Gesù ha identificato 21 nuove malattie rare che erano orfane di diagnosi. Un impegno costante che ha permesso all'Ospedale di fornire risposte diagnostiche per oltre il 50% dei malati rari o ultra-rari seguiti.
Il Bambino Gesù è una grande comunità composta da più di 3.500 professionisti tra dipendenti, collaboratori e ricercatori. L’86% dei lavoratori dipendenti è a tempo indeterminato. Più della metà dei dirigenti medici sono donne. "Gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 19% rispetto al 2017; le assenze per malattia nel 2018 sono state in media di 11,5 giorni contro i 18,1 della media nazionale del comparto sanitario privato - rimarca il bilancio - Nel 2018 sono state effettuate in ospedale oltre 32.000 ore di formazione rivolte a personale sanitario e non sanitario, tra cui 24.205 ore di corsi Ecm, per un totale di 6.193 partecipanti".
Sul piano della rendicontazione economica, nel 2018 l’ospedale ha prodotto 341 milioni di euro di valore aggiunto inteso come valore generato nello svolgimento della sua attività istituzionale e distribuito agli interlocutori dell'Ospedale. In particolare, nel 2018, la distribuzione prevalente è stata per il 46% al personale, per il 43% ai partner di servizio e per il 5% ai partner della ricerca.
"Nel 2018 i ricavi sono stati 359,4 milioni di euro a fronte di 342,2 milioni di costi. Il margine operativo lordo (Ebitda), che evidenzia la redditività della gestione operativa, è stato quindi di 17,2 milioni di euro. Il risultato operativo - conclude il documento - che tiene conto degli ammortamenti per gli investimenti, si attesta ad un valore negativo di circa 1,48 milioni di euro, in sensibile miglioramento rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, il 73% proviene dai ricavi per le prestazioni sanitarie, il 12% da contributi e sovvenzioni da parte di Stato e Regione Lazio per la specificità dell’attività dell’ospedale, il 7% dai finanziamenti per la ricerca. Il valore dell’intero parco tecnologico biomedico dell’ospedale è di 76 milioni di euro, per un totale di 12.300 apparecchiature e componenti".