Roma, 13 lug. (Adnkronos Salute) - Nel 2019 i decessi ammontano a 634mila unità, con un aumento rispetto al 2018 decisamente contenuto (appena 1.300 in più). L'aumento del numero di decessi, emerge dai dati dell'Istat nel Bilancio demografico, si registra in quasi tutte le ripartizioni, con un incremento più consistente nelle Isole (+1,7%); solo il Nord-Ovest registra una lieve diminuzione (-0,7%).
Il maggior numero di decessi coinvolge le donne (52,1%), con un rapporto di 108,9 ogni 100 uomini, e solo l'1,2% riguarda cittadini stranieri. Il tasso di mortalità è pari a 10,5 per mille, varia da un minimo di 8,4 per mille nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 13,8 in Liguria ed è legato alla struttura per età della popolazione. In una popolazione caratterizzata da un accentuato invecchiamento demografico come quella italiana, la tendenza all'aumento dei decessi è in parte strutturale.
Questa tendenza di fondo può essere perturbata dall'azione di eventi congiunturali (quali condizioni climatiche particolarmente avverse o favorevoli, maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali) che possono influire sull'andamento mensile del fenomeno. La stagionalità dei decessi nel 2019 non presenta a questo riguardo particolari criticità rispetto ai quattro anni precedenti. Il calendario dei decessi mette in evidenza che nel trimestre febbraio-aprile 2019 si sono registrati il 26,5% dei decessi avvenuti nel corso dell'anno, percentuali in linea con la media del 2015-2018. Anche l'analisi dei decessi relativi all'ultimo trimestre del 2019, periodo dell'anno in cui si possono ravvisare i primi effetti legati al clima rigido o a patologie stagionali, mostra livelli di mortalità generalmente in linea con la media ottobre-dicembre 2015-2018 (2,5 per mille).