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Eruzioni vulcaniche: i rischi per la salute e il clima

eruzioni vulcaniche i rischi per la salute e il clima
Redazione Paginemediche
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Sabrina Mugnos, geochimica e astrobiologa ha recentemente parlato del rischio vulcani a Rai News 24, dopo l'esplosione del vulcano Eyjafjallajokull. La scienziata, esperta di civiltà antiche, affronta l’argomento anche nel libro: "I Maya e il 2012. È possibile prevedere la fine del mondo? Un’indagine scientifica (Macro Edizioni 2010)" in cui cerca di fare chiarezza sulla non ben definita "profezia" Maya che annuncerebbe la "fine del mondo".

Cos’ha provocato l’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull?

Non c'è un fenomeno scatenante alla base di tali tipi di eruzioni. Nella fattispecie l'Islanda, che è una sorta di emersione della Dorsale Medio Oceanica dove avviene una continua fuoriuscita di magma a seguito di forze distensive (che in circa 200 milioni di anni hanno creato l'Oceano Atlantico allontanando le Americhe da Africa e Eurasia), è una terra in perenne attività sismica e vulcanica, e l'eruzione alla quale abbiamo assistito in queste settimane rientra nella sua attività ordinaria.

Ci sono rischi per la salute umana?

I vulcani possono influire sulla salute (e l'incolumità) umana in vari modi. Gli effetti più pericolosi e violenti sono i flussi piroclastici, dove nubi roventi e velocissime radono letteralmente al suolo tutto ciò che incontrano sul loro percorso entro un raggio di alcune decine di chilometri dalla bocca eruttiva. Tali episodi sono anche accompagnati dalla ricaduta di copiose quantità di cenere, che oltre ad inquinare il territorio circostante con conseguenze disastrose per l'agricoltura e i pascoli, in alte concentrazioni possono essere dannose, se inalate, per la salute umana. Ma tutto ciò non rientra nella tipologia eruttiva del vulcano islandese in questione, ma di altri vulcani tipo il Vesuvio, per esempio.

Quali invece le possibili ripercussioni sul clima?

L'alterazione del clima è il fenomeno indiretto legato alle eruzioni vulcaniche che più preoccupa. Quando le colonne di cenere e gas sono dense e compatte e raggiungono ragguardevoli altezze (superiori ai 10 km), entrando in circolo nell'alta atmosfera ed essendo smaltite molto lentamente, possono alterare il clima. In particolare la cenere e l'acido solforico che si genera come combinazione tra l'anidride solforosa emessa dal vulcano e il vapor acqueo atmosferico, tende a produrre un raffreddamento del pianeta. Ma rientriamo sempre nella casistica di eruzioni potenti come quelle del Tambora (1815) in Indonesia, Krakatoa (1883) Indonesia, Pinatubo (1991) Filippine, ecc.

Possiamo aspettarci altri fenomeni a breve?

Il nostro pianeta è geologicamente vivo e turbolento; quindi i fenomeni sismici e vulcanici sono all'ordine del giorno. Ma mentre i sismi sono repentini e assolutamente non prevedibili (ovvero non possiamo sapere quando esattamente avverrà un terremoto, ma solo che l'area è sismica e a rischio costante più o meno elevato), le eruzioni violente danno un preavviso prima di manifestarsi, dandoci il tempo di evacuare la zona e correre parzialmente ai ripari. Ma ritornando alla tipologia eruttiva del vulcano islandese, ripeto, è quasi ordinaria amministrazione, come del resto il nostro Etna. In questi casi si hanno più disagi logistici ed economici.

È vero che in Islanda c’è allarme anche per altri tre vulcani?

Difficile dirlo. Tutta la nostra scienza, purtroppo, non potrà mai cancellare un certo grado di imprevedibilità della natura. Per esempio, al termine dell'ultima eruzione del vulcano Eyjafjallajokull avvenuta tra il 1823 e il 1824, eruttò anche il vicino Katla leggermente più potente e appartenente allo stesso sistema vulcanico. E nulla esclude che ciò potrebbe verificarsi. Ma l'Islanda ricorda tristemente un'altra eruzione, ben più disastrosa, del vulcano Laki, che nel 1783, eruttando qualcosa come 120 milioni di tonnellate di anidride solforosa e fluoro, sterminò il 50% del bestiame (per fluorosi ossea e dentale) e, di conseguenza, innescò una carestia che uccise il 25% della popolazione.

In Internet si legge anche qualche commento che mette in correlazione l’evento con le profezie Maya sul 2012 e la “fine del mondo”. Quanto c’è di vero e plausibile in questo?

Sono colossali sciocchezze. Come sa ho scritto un libro sull'argomento proprio per scongiurare tali tipi di malintesi o, meglio, terroristiche manipolazioni dell'opinione pubblica da parte di millantatori e fanatici. Suggerisco a tutti coloro che abbiano dubbi e timori in proposito di rivolgersi a studiosi accreditati per sapere come stanno realmente le cose. Ed è proprio il lavoro che sta facendo la Redazione del mio blog.

28/03/2017
22/04/2010
TAG: Malattie dell'apparato respiratorio | Pneumologia | Polmoni e bronchi | Biochimica clinica | Interviste | Apparato Respiratorio | Patologia clinica | Esami
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