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Inquinamento, smog, global warming: effetti e problematiche sulla salute

inquinamento smog global warming effetti e problematiche sulla salute
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L’inquinamento: definizione e cause

L’inquinamento atmosferico può essere definito come "quello stato dell’aria atmosferica conseguente alla immissione di sostanze di qualsiasi natura in quantità ed in condizioni tali da alterare la salubrità dell’aria e da costituire pregiudizio diretto o indiretto per la salute dei cittadini e/o danno per i beni pubblici e privati".

Le diverse situazioni meteorologiche assumono un ruolo importante per la diffusione degli inquinanti in atmosfera e, in presenza di stabilità atmosferica ed inversione termica, determinano un ostacolo alla dispersione degli inquinanti e la conseguente persistenza di concentrazioni elevate di sostanze dannose in prossimità del suolo. Tali situazioni possono protrarsi anche per parecchi giorni causando possibili danni per la salute umana.

Le cause dell’inquinamento atmosferico possono essere distinte in naturali ed artificiali.

Proprio di recente abbiamo avuto un esempio eclatante di inquinamento da cause naturali, legato all’eruzione del vulcano in Islanda; la presenza di polveri vulcaniche in atmosfera (non dannose per la salute umana) ha provocato però interferenze rilevanti con il traffico aereo e anche gravi danni per l’economia internazionale. A parte questo, ed altri casi di origine naturale (da trasporto eolico, da incendi, ecc.), quando si parla di inquinamento dell’aria ci si riferisce, di solito, a cause artificiali legate all’attività umana. Le origini sono, quindi, da ricercare nel traffico veicolare, nelle industrie e nel riscaldamento.

Da questi derivano, in differente misura e composizione, gli inquinanti che contaminano l’aria delle nostre città e che rappresentano (come ormai accertato da numerosi studi epidemiologici e tossicologici), un determinante ambientale che impatta fortemente sulla salute, in termini di aumento della mortalità e della morbosità, per cause generali e specifiche (soprattutto respiratorie e cardiocircolatorie).

Quali sono gli effetti sulla salute prodotti dall’inquinamento?

Diverse sono le sostanze inquinanti che possono direttamente contribuire a questi effetti negativi sulla salute umana che sono distinti in effetti a breve termine, quando si verificano entro pochi giorni dall’esposizione alle sostanze inquinanti  ed effetti a lungo termine, che si hanno in seguito ad esposizioni prolungate della durata anche di anni.

Tra i principali inquinanti ricordiamo: il particolato sospeso (le cosiddette polveri sottili, identificate con le sigle PM 10 o PM 2,5 a seconda delle dimensioni), gli ossidi di azoto (NOX), l’anidride solforosa (SO2), gli idrocarburi (il benzene, i policiclici aromatici, ecc.), i metalli (piombo, cadmio, ecc.), l’ozono (O3).

Smog: una combinazione delle parole fumo (smoke) e nebbia (fog)

Le  sostanze citate sono combinate in concentrazioni differenti nei vari periodi dell’anno, per cui si parla spesso di uno smog invernale contrapposto a quello estivo.

Nello smog invernale prevalgono gli inquinanti che derivano dai processi di combustione legati al riscaldamento, quali ossidi di azoto ed oggi in misura minore anidride solforosa.

In quello estivo, accanto agli inquinanti primari (soprattutto ossidi di azoto e sostanze organiche), sono presenti elevate  concentrazioni di inquinanti secondari (quali l’ozono), che si formano per reazioni chimiche dovute alle elevate temperature e alle radiazioni solari, che hanno un maggiore potere ossidante ed un’azione irritante sulle mucose e sull’apparato respiratorio delle persone esposte.

L’azione negativa dell’inquinamento atmosferico può essere esercitata anche indirettamente sulla salute umana, con  effetti più generali sull’ambiente.

La global warming: effetti sulla salute umana

Con questo termine si intende descrivere l'aumento nel tempo della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani, provocata da un aumento dell’immissione (correlata all’attività antropica), di gas "climalteranti" nell'atmosfera.

Con gas “climateranti” ci si riferisce all’accumulo di alcuni gas responsabili del cosiddetto "effetto serra", principalmente l'anidride carbonica (Co2), la cui concentrazione in atmosfera è aumentata in maniera esponenziale con l’utilizzo dei combustibili fossili.

Le conseguenze ipotizzate, in termini di mutamenti climatici, sono ben note: dalle frequenti "ondate di calore" all’aumento di fenomeni meteorologici potenzialmente catastrofici (alluvioni, ecc.) in cui appaiono evidenti i possibili danni per la salute e per il benessere delle popolazioni coinvolte.

Gli effetti acuti – a breve termine - sono rappresentati di solito da: aggravamento dei sintomi respiratori e cardiaci in soggetti già malati, infezioni respiratorie acute, crisi di Asma bronchiale, disturbi circolatori e, nei casi più gravi anche morte.Tali sintomi si riscontrano nella popolazione dopo una breve esposizione (ore o pochi giorni) ad elevate concentrazioni di inquinanti.

Esposizioni a più basse concentrazioni, ma per periodi più lunghi (di solito di anni) possono essere invece causa di effetti a lungo termine, cronici, costituiti da: sintomi respiratori cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, tumori polmonari.

Le problematiche

Su tali tematiche in Europa e in Italia sono stati condotti diversi studi di approfondimento e tutti hanno dimostrato un’associazione tra alcuni indicatori di inquinamento atmosferico (soprattutto PM10, ma anche NOX e O3)  e la mortalità e/o il numero di ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e cardiache. Il più recente di questi lavori in ambito italiano, EpiAir, riguarda lo studio degli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico in 10 città italiane (Milano, Mestre-Venezia, Torino, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Taranto, Cagliari e Palermo), nel periodo 2001-2005.

I risultati dei diversi studi concordano tutti nel mettere in luce un eccesso di morti associato ad eccessi di inquinamento. Analogamente, simili associazioni si possono evidenziare anche tra gli indicatori di inquinamento e i casi di ricovero per malattie cardiache e respiratorie.

Nell’ambito di un Progetto finanziato dalla Regione Piemonte, e sulla scorta dei risultati ottenuti da EpiAir, si sta conducendo, per il PM10 e il PM2.5, da parte  della struttura di Epidemiologia Ambientale di ARPA Piemonte uno studio di quantificazione dei casi di morte attesi per le città di Torino e Novara, cui partecipa anche il SISP (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) dell’ASL NO.

Per lo studio degli effetti a breve termine si è scelto di applicare le stime di rischio proposte da EpiAir secondo cui, un incremento della concentrazione di PM10 di 10 g/m3 in atmosfera, causa nella popolazione un aumento dello 0.69% del numero di morti per cause naturali.  Lo stesso incremento di concentrazione di PM10, comporta un aumento dello 0.99% nel numero di morti per cause cardiovascolari e dell’ 1,59% nel numero di morti per cause respiratorie.

Gli effetti a lungo termine sulla popolazione novarese e torinese, invece, sono stati studiati applicando le stime di rischio proposte da una revisione compiuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2006 da cui emerge che ogni aumento di 10 g/m3 di PM2.5 rispetto al valore medio di lungo periodo comporta un aumento del 6% nel numero di morti per cause naturali. Per la stessa variazione di concentrazione di PM2.5, il numero di morti per tumore al Polmone subisce un incremento dell8%.

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TAG: Igiene e medicina preventiva | Polmoni e bronchi | Cuore
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