Le interazioni tra bambini con l’avvento della pandemia da Covid-19 si sono trasformate. Imparare a socializzare e coltivare delle amicizie nell’era del distanziamento sociale sono diventate esperienze quasi impossibili. Questo ha lasciato molti bambini in cerca di un contatto tramite schermo. Ma con quali conseguenze?

La “nuova normalità” per i bambini: come e perché sta cambiando l’amicizia tra i più piccoli a causa del Covid?

Le attuali ricerche psicosociali ci dimostrano che i più giovani, anche se in modo diverso riescono a mantenere o a stringere nuove amicizie, dimostrando la necessità di sentirsi parte del proprio gruppo anche se più ristretto. Questo significa che difronte allo stress della pandemia globale, la necessità di sentirsi parte di una rete sociale è diventata sempre più forte.

Le amicizie ai tempi del Covid, tuttavia, non sono immuni da problemi, anzi le litigate che possono avvenire tra coetanei proprio per l’uso del mezzo digitale, spesso finiscono per provocare scenari drammatici. Un esempio sono gli episodi di cyberbullismo o discriminazione sociale attraverso le piattaforme digitali, in netto aumento, a causa del tempo eccessivo trascorso dai ragazzi on line.

Cosa comporta la mancanza di interazioni sociali?

“L’uomo è un animale sociale” sosteneva Aristotele. I bisogni di socializzazione si colloca al terzo posto dopo quelli fisici e di sicurezza, come ci indica la piramide dei bisogni di Maslow. Sostituire digitalmente il mondo sociale non ha lo stesso effetto delle relazioni in presenza.

 La carenza di interazioni sociali nei più piccoli comporta un rallentamento nell’apprendimento della gestione emotiva, della capacità empatica, della gestione dei conflitti e della tolleranza fino alla frustrazione.

Cosa possono fare i genitori?

Il supporto dei genitori in questo momento è fondamentale. Il rapporto tra genitori e figli deve essere attivo, partecipativo e con una sana dose di autorevolezza, per trasmettere regole e buone prassi comportamentali.

I genitori possono avere un ruolo importante nello spronare relazioni spente anche ad esempio tra fratelli e sorelle. Il genitore deve dare gli strumenti per socializzare e per crescere in maniera equilibrata, attraverso una costante fondamentale: una comunicazione aperta con il proprio figlio.

Un genitore non può intervenire e prendere il posto di un coetaneo”, afferma la professoressa di psicologia presso la Emory University Catherine Bagwell. “Ma mamme e papà possono incoraggiare i bambini a discutere dei loro sentimenti sull’amicizia – o della mancanza della stessa”.

Hai bisogno di parlare con qualcuno?

Se sei un genitore alle prese con figli piccoli o adolescenti “in sofferenza” per le limitazioni imposte dalla pandemia e con difficoltà a ritrovare la spensierata socializzazione, puoi chiedere il parere della dr.ssa Elisa Marcheselli, psicologa e psicoterapeuta, per trovare il modo concreto di aiutare tuo figlio a superare questo periodo insieme.