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Dolori alla mascella? Può essere bruxismo

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Tensione muscolare alla mandibola, mal di testa e dolori al collo, difficoltà ad aprire la bocca e a masticare? Potrebbe essere bruxismo. Si tratta di un disturbo a oggi poco conosciuto e soprattutto difficilmente diagnosticato persino dagli stessi dentisti. Esso può manifestarsi con il serramento e digrignamento dei denti ma anche in una forma più subdola, ovvero il cosiddetto serramento mandibolare, considerato uno dei fenomeni del nuovo millennio che induce a mantenere i muscoli rigidi, in una posizione fissa, senza alcun contatto dentale.

Il bruxismo colpisce quasi un italiano su tre ma in pochi riescono a diagnosticarlo precocemente. Oggi più che mai coinvolge tutte le fasce d'età, con una forte incidenza anche sui più piccoli. Il disturbo è particolarmente frequente, tanto che per riconoscerlo e contrastarlo si è attivata l’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP), da 37 anni impegnata a promuovere la salute orale e dentale. A riguardo l'Accademia, insieme ai corsi formativi periodici dedicati ai soci, quest'anno organizza nel mese di novembre un congresso internazionale nel corso del quale sarà prevista un’apposita sessione sul tema, dedicata ai giovani e intitolata Un futuro a denti stretti.

I numeri e le cause del bruxismo

Oggi si stima che in Occidente il 12 per cento delle persone soffre di bruxismo notturno, mentre il 30 manifesterebbe degli episodi nel corso della giornata.
Facendo un breve excursus su quelle che si possono considerare le cause principali del disturbo, è bene annoverare certamente sia fattori psicologici e neurologici che stili di vita poco salubri. Primo tra tutti il consumo di di alcol e caffeina, ma anche il fumo, lo stress e i ritmi convulsi che ormai contraddistinguono le nostre giornate. Tra le nuove generazioni, inoltre, può manifestarsi come effetto secondario di alcune droghe sintetiche, quali l’ecstasy.

Come si manifesta?

Ciò che deve fare scattare l'allarme, sia nel paziente che nel dentista, è l’eccessiva e anomala usura dei denti e la presenza di scheggiature o incrinature sia della dentatura naturale sia di lavori odontoiatrici, come corone, intarsi, faccette e otturazioni. Ma non solo. Il bruxismo può manifestarsi, infatti, anche con difficoltà funzionali nei normali movimenti di apertura e chiusura della bocca, indolenzimento dei muscoli masticatori e delle articolazioni temporomandibolari.

Il parere degli esperti    

A dire la sua a riguardo interviene Fabio Carboncini, Presidente di AIOP, per il quale “tra i principali segnali spia che possono far sospettare il bruxismo oltre a una dentatura danneggiata o consumata, vi sono il rumore notturno, presente nel 25% dei casi, la sensazione di tensione mandibolare al risveglio o di dolore localizzato alle arcate dentali e la ricorrenza di cefalee muscolo-tensive”.

Se in passato a essere considerata una tra le cause principali del disturbo era la malocclusione dentale, oggi varie tesi ne hanno ridimensionato la portata, sottolineando invece il maggiore peso di fattori psicologici e neurologici. "In altre parole - continua Carboncini - il disturbo sarebbe regolato dal sistema nervoso centrale e non dagli stimoli periferici. Si consideri, ad esempio, che tra i fattori predisponenti vi sono la tensione nervosa, le forme di stress e ansia e, persino, il senso di competizione nello sport. Per questo motivo, a volte si ricorre agli psicofarmaci, che agiscono a livello centrale ma non sempre si rivelano efficaci nel trattare la patologia”.

Come combattere il bruxismo?

Se, da una parte, è vero che non esistono delle cure per risolvere in modo totale il problema, è altrettanto veritiero che ci sono tuttavia dei comportamenti utili da mettere in atto per limitarne l'insorgenza. In primis è bene, insieme a una corretta informazione del paziente, cercare di mantenere la bocca in posizione fisiologica durante tutto l’arco della giornata, ovvero denti staccati e muscoli masticatori rilassati. I denti, infatti, dovrebbero toccarsi tra loro soltanto durante la masticazione dei cibi e, occasionalmente, durante la deglutizione.

Nei casi di bruxismo diurno, un tipo di approccio cognitivo-comportamentale è oggi la migliore opzione terapeutica disponibile. È opportuno poi correggere e migliorare i propri stili di vita, evitando quei comportamenti che si considerano causa del disturbo. "In caso di bruxismo severo - aggiunge Carboncini - è indicato l’uso delle placche intraorali in resina acrilica, i cosiddetti bite, di norma utilizzati solo la notte, allo scopo di proteggere la dentatura, alleviare la pressione sulle articolazioni mandibolari e distendere le fibre muscolari contratte. Assolutamente controindicate sono invece le placche ‘fai da te’ che, comprate in farmacia, possono addirittura accentuare il fenomeno”.

Per approfondire guarda anche: “Cessazione del fumo“

 

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TAG: Bocca e denti | Malattie neurologiche | Neurologia | Odontoiatria | Benessere psicofisico | Terapie
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