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Paracetamolo e FANS: corretto utilizzo degli analgesici

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Paracetamolo e FANS hanno qualcosa in comune?

Paracetamolo e FANS hanno in comune l’effetto analgesico, ma, sono farmaci molto diversi, in termini di meccanismo d’azione e, di conseguenza, di effetti indesiderati. Il paracetamolo svolge la sua azione soprattutto all’interno del sistema nervoso centrale; i FANS, invece, agiscono soprattutto nei tessuti periferici e possono avere importanti effetti negativi, come ad esempio sulle le piastrine, cellule coinvolte nei processi della coagulazione del sangue, e sulle cellule che rivestono la parete dello stomaco e dell’intestino. Il paracetamolo, grazie al suo peculiare meccanismo d’azione analgesico, diverso da quello dei FANS, riduce in pratica a zero il grave rischio di emorragie, soprattutto gastriche e intestinali, tipico dei FANS (Oscier 2009).

Ma io sapevo che il Paracetamolo riduce la febbre…

In Italia, in effetti, il paracetamolo è noto soprattutto per la sua efficacia antipiretica (riduce la febbre). In realtà, il paracetamolo è anche un ottimo analgesico, molto utile anche per trattamenti prolungati in quanto privo degli effetti indesiderati dei FANS. Il paracetamolo, rappresenta di gran lunga il farmaco più utilizzato in Europa per il controllo delle sintomatologie di dolore lieve-moderato. (MinSal, Il Dolore Cronico in Medicina Generale).

Tra i FANS e il paracetamolo quale sarebbe da preferire come analgesico?

Il Ministero della Salute, nel manuale per il trattamento del dolore cronico recentemente pubblicato, identifica il paracetamolo, al giusto dosaggio (1 grammo 3 volte al giorno), come l’analgesico di prima scelta nel dolore lieve e continuo (MinSal, Il Dolore Cronico in Medicina Generale) e consiglia la somministrazione dei FANS (che agiscono sui mediatori dell’infiammazione che sono anche alla base del dolore), solo in caso di presenza di processo infiammatorio. I FANS sono, infatti, farmaci con elevata efficacia antinfiammatoria e sono dotati di un discreto potere analgesico, ma sono anche gravati da numerosi effetti collaterali, il cui rischio aumenta con il prolungarsi della terapia. In assenza di un processo infiammatorio, è pertanto indicato il paracetamolo che, se utilizzato alle dosi raccomandate, assicura efficacia pari o superiore ai FANS, ed è praticamente sprovvisto di effetti collaterali.

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Si possono fare dei confronti in termini di potenza analgesica tra paracetamolo e FANS?

Il paracetamolo, al dosaggio di 1 grammo, ha azione analgesica sovrapponibile a quella dei FANS comunemente impiegati, quali ketoprofene, naprossene e ibuprofene. Numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia in diverse condizioni di dolore, sia acuto che cronico.

Uno studio del 2006, ad esempio, ha valutato l’efficacia del paracetamolo vs quella del naprossene, in pazienti affetti da artrosi. I due farmaci sono risultati ugualmente efficaci nel ridurre il dolore e nel migliorare la funzionalità fisica. Questo studio ha valutato anche la sicurezza del paracetamolo, al dosaggio di 4 grammi al giorno, (in Italia il dosaggio massimo del paracetamolo è di 3 grammi al giorno) somministrato in modo continuativo per 12 mesi ed ha confermato che il paracetamolo è del tutto privo di effetti tossici anche quando è utilizzato per periodi di tempo così prolungati (Temple 2006). Il paracetamolo, assunto per via orale, è dotato anche di un’elevata rapidità di azione. Inoltre, a differenza dei farmaci antinfiammatori, il paracetamolo può essere assunto anche a stomaco vuoto in quanto privo di azione gastrolesiva (Drugs 2003).

Il paracetamolo è privo di rischi come analgesico?

Alle usuali dosi terapeutiche il farmaco è pressoché privo di effetti collaterali e possono assumere in sicurezza il paracetamolo anche pazienti delicati come

  • pazienti anziani (American Geriatric Society)
  • donne in gravidanza (American College of Obstetricians and Gynecologists)
  • pazienti con patologie renali (American Pain Society)
  • pazienti con disturbi della coagulazione, ipertensione e patologie cardiovascolari (Drugs safaty 2005; CNS Drug Reviews 2006).

Ovviamente, come per tutti i farmaci, è opportuno rispettare le indicazioni e le posologie riportate nel foglietto illustrativo.

Quali sono le dosi di paracetamolo per ottenere un’efficace azione analgesica?

Negli adulti e nei ragazzi sopra i 15 anni la dose analgesica ottimale per via orale è di 1 g fino a 3 volte al giorno. Tale posologia non necessita di variazioni in funzione del peso corporeo e delle caratteristiche del paziente, sia esso anziano o donna in gravidanza Il dosaggio da 1G determina un incremento rapido ed elevato della concentrazione del farmaco nell’organismo tale da tradursi in un’efficacia antidolorifica significativamente superiore a quella di 500 m.

È possibile assumere paracetamolo come Analgesico e antifebbrile anche in gravidanza?

Correttamente utilizzato, secondo le dosi e i tempi di somministrazione raccomandati, il paracetamolo è l’analgesico e l’antipiretico di prima scelta durante tutta la gravidanza (Bannwarth 2003). Studi recenti hanno confermato che l’impiego di dosi terapeutiche di paracetamolo non determina effetti indesiderati sulla gravidanza o sulla salute del feto (Scialli 2010) e che l’utilizzo di paracetamolo non è associato ad un aumento del rischio di malformazioni congenite del nascituro (Feldkamp 2010).

È possibile assumere paracetamolo come analgesico anche in chi ha la funzione dei reni più o meno compromessa, com’è frequente soprattutto negli anziani?

Non solo è possibile, ma l’American Kidney Foundation, la società scientifica dei nefrologi statunitensi, raccomanda il paracetamolo come l’analgesico di scelta in tutti i pazienti in cui sia compromessa la funzione di filtro dei reni (insufficienza renale cronica) e persino nei pazienti ormai in dialisi (Davison 2005). Nei pazienti, soprattutto anziani , con gradi variabili di perdita dell’efficienza dei reni, e persino nei pazienti ormai in dialisi, non sono necessari aggiustamenti della dose di paracetamolo (Davison 2005).

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