Febbre, raffreddore e influenza nel bambino

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Raffreddore ed influenza sono due malattie provocate da Virus che attaccano l'apparato respiratorio. Il raffreddore si manifesta solitamente con naso chiuso, lacrimazione, secrezione nasale abbondante.

Il bambino con il raffreddore ha problemi a respirare soprattutto durante la notte perché respira con la bocca, ma in ogni caso un 'semplice' raffreddore non porta mai la febbre. L'influenza, invece, ha come primo Sintomo proprio l'innalzamento della temperatura, anche fino a 39°, accompagnato da dolori articolari e muscolari, mal di testa, tosse, disturbi gastrointestinali.

I virus che provocano il raffreddore sono numerosissimi. La malattia si trasmette sia attraverso il contatto diretto con altre persone raffreddate, sia respirando l'aria densa di goccioline espulse con tosse e starnuti. L'ostruzione nasale che ne consegue è provocata dal tentativo del corpo stesso di eliminare gli agenti patogeni dalle cellule epiteliali: è proprio la secrezione nasale - quella che non ci fa respirare - che avviluppa virus e batteri portandoli verso la gola e di lì nello stomaco, dove i succhi gastrici potranno distruggerli.

L'influenza ha un andamento epidemico e stagionale; insorge, di norma, verso la metà di novembre, ha il suo picco tra dicembre e gennaio, per poi scemare fino a febbraio. L'Influenza è molto contagiosa, ma può essere prevenuta utilizzando i vaccini, in vendita nelle farmacie oppure in dotazione alle ASL di zona. Il vaccino contro l'influenza è altamente consigliato per i bambini, gli anziani e le categorie a rischio (diabetici, asmatici, pazienti oncologici, cardiopatici).

Per alleviare i fastidi del raffreddore e dell'influenza si può aiutare il bambino a respirare meglio facendogli inalare della soluzione fisiologica in ogni narice, farlo bere molto per evitare la disidratazione attraverso la rinorrea, umidificare le stanze, in modo che i muchi non si secchino e diano fastidio, evitare di somministrare antibiotici, che non servono a nulla in questi casi, consultare il pediatra se il bambino non beve oppure se è molto abbattuto o ancora se ha mal d'orecchio.

La febbre, infine, non è una vera e propria malattia, bensì un sintomo di numerose patologie, quali infezioni, infiammazioni, e tutte quelle situazioni che espongono una parte del corpo all'intrusione di virus e batteri. Finchè l'innalzamento della temperatura è piuttosto moderato, può bastare rimanere a letto e riposare, ma se la temperatura arriva a toccare i 39° e sale oltre, soprattutto nel caso dei bambini, è bene adoperarsi perché scenda almeno sotto i 38° con somministrazione di acido acetilsalicilico o paracetamolo.

Spesso può accadere che alla febbre alta si accompagnino delle convulsioni. Sono l'incubo di ogni genitore, che si spaventa oltremodo alla loro occorrenza e cerca di prevenirle somministrando immediatamente antifebbrili, perfino quando la temperatura è al di sotto dei 38°. Non bisogna dimenticare che la febbre è un meccanismo che l'organismo innesca per difendersi dagli agenti patogeni: ecco perché gli antifebbrili vanno somministrati quando ce n'è realmente bisogno!

Nei bambini al di sotto dei 12 anni di età sarebbe preferibile evitare l'acido acetilsalicilico poiché potrebbe provocare la sindrome di Reye. Contro la febbre si possono anche utilizzare le classiche spugnature, da effettuare se la temperatura è molto alta. Va detto che, però, queste potrebbero anche dar fastidio al bambino; in quel caso, sarebbe meglio allora offrirgli qualcosa di freddo da bere piuttosto che intestardirsi con le spugnature. Di sicuro è necessario che queste vengano effettuate con acqua tiepida e non fredda, e mai con alcol, che potrebbe essere inalato e provocare seri danni.

 
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03/11/2016
16/01/2013