Antipiretici: cosa sono e a cosa servono

antipiretici cosa sono e a cosa servono
gosalute walter gianno avatarWalter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere

L’antipiretico è un farmaco che ha lo scopo di ridurre o reprimere la febbre, di solito causata da un’infezione virale o batterica.

Tre i principi attivi costituenti:

  • il paracetamolo, indicato per chi ha problemi gastrici e di coagulazione del sangue e per i bambini (es. Tachipirina);
  • l’acido acetilsalicilico (AAS), indicato in caso di prevalenza di dolori da infiammazione (es. Aspirina);
  • naprossene (o naproxene), per cui valgono le stesse condizioni dell’AAS (es. Aleve).

Il nome deriva dal greco anti (contro) e pyretos ('incendi' ma con la stessa radice, pyr, che dà luogo alla parola ‘febbre’).

Come funziona l'antipiretico?

Una delle principali caratteristiche degli antipiretici è che sono farmaci che abbassano esclusivamente la temperatura corporea quando la febbre è presente. Di conseguenza, gli antipiretici non sono consigliati per altri fini: si potrebbe correre il rischio di far ‘crollare’ la temperatura del corpo al di sotto dei livelli di sicurezza. Ciò avviene perché, quando si verifica l’infezione, il corpo può iniziare a ridurre una sostanza, chiamata interleuchina, che invia un messaggio all’ipotalamo per aumentare la temperatura. Gli antipiretici, dunque, sostituiscono questo messaggio e l’ipotalamo risponde abbassando la temperatura a un livello normale.

Spesso bisogna continuare a prendere gli antipiretici per un paio di giorni prima che la febbre si abbassi, mentre altri farmaci - come gli antibiotici - potrebbero essere utili in una fase successiva in presenza di infezioni batteriche, in quanto questi possono contribuire a ridurre l’infezione e il rilascio di interleuchina.

Ci sono, però, casi, in cui alcune infezioni virali spariscono velocemente con una sola dose di antipiretico, che si può assumere sotto forma di pillola, compressa masticabile, liquido o granulato da sciogliere nell’acqua.

Effetti collaterali degli antipiretici

L’aspirina non dovrebbe mai essere usata nei bambini, a meno che non sia prescritta dal medico. Il paracetamolo è in genere controindicato nei pazienti con malattia epatica. Infine, potrebbero esserci conseguenze pericolose, anche gravi, se si superano le dosi consigliate.

Ecco, comunque, gli effetti collaterali in relazione ai principi attivi degli antipiretici.

  • Paracetamolo: rash cutanei (eritemi, orticaria); febbre; lesioni della mucosa; riduzione dei globuli bianchi; riduzione del numero di piastrine; riduzione del numero delle cellule presenti nel sangue; necrosi epatica, ovvero la distruzione delle cellule del fegato. Il paracetamolo è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo, nei pazienti affetti da grave anemia emolitica o da grave insufficienza epatocellulare.
  • AAS: aumento della frequenza respiratoria; difficoltà a respirare; bruciore, dolore, nausea e vomito; gastrite e ulcera; acufeni e ronzii; mal di testa; vertigini; tachicardie; eruzioni cutanee; epatite e ittero. L’AAS è controindicato in caso di ipersensibilità ai salicilati o ai FANS; ulcera peptica o latente o in atto; emofilia o malattie emorragiche; diminuzione di fosfato nel sangue; insufficienza renale; bambini al di sotto dei 12 anni; gravidanza, soprattutto durante l’ultimo trimestre.
  • Naprossene: palpitazioni; tachicardia; insufficienza cardiaca; aumento della pressione arteriosa; edema; vertigini; sonnolenza; difficoltà di concentrazione; depressione; eruzioni cutanee; riduzione del numero di tutte le cellule presenti nel sangue; riduzione dei globuli bianchi; riduzione del numero di piastrine; nausea e vomito; diarrea o costipazione; dolori addominali; ulcera peptica o gastrica; sanguinamento ed emorragie intestinali; infiammazione dell’intestino. Questo principio attivo è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ai FANS; asma, riniti allergiche; ulcera peptica o gastrica; insufficienza cardiaca grave; insufficienza renale; cirrosi epatica; gravidanza; bambini al di sotto dei 12 o 16 anni.
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La febbre deve essere curata?

C’è un dibattito che ha da sempre animato la comunità medica: c’è chi pensa, infatti, che la febbre non andrebbe curata, in quanto rappresenta una risposta immunitaria dell’organismo alle infezioni. A tal proposito, uno studio pubblicato nel 2014 sulla rivisita Royal Society sostiene che la soppressione della febbre provoca almeno l’1% in più dei casi di morte per l’influenza, ovvero almeno 700 morti in più all’anno nei soli Stati Uniti d’America.

I metodi naturali per far abbassare la febbre

  • Fare il bagno in acqua tiepida. Ciò dovrebbe contribuire a condurre la temperatura corporea verso il basso. Non bisogna, invece, cercare di far scendere rapidamente la febbre immergendosi nell’acqua fredda, perché - al contrario di quanto si possa pensare - il corpo tenderà a riscaldarsi, anziché a raffreddarsi.
  • Salviette umide sulla fronte e sulla parte posteriore del collo.
  • Bere del tè allo zenzero caldo (che induce alla sudorazione) o ai fiori di sambuco.
  • Cospargere di pepe di Caienna gli alimenti quando si ha la febbre. Una delle sue componenti principali, infatti, è la capsaicina, ingrediente che fa sudare e favorisce anche la circolazione del sangue.
  • Bere dagli 8 ai 12 bicchieri di acqua al giorno o abbastanza per rendere l’urina pallida. Consigliata anche una bevanda energetica che sostituisce i liquidi persi per la disidratazione e i minerali.

 

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21/02/2017
14/11/2016