Bambini in ospedale, come gestire le ansie

bambini in ospedale come gestire le ansie
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere
Gli ospedali, si sa, mettono ansia, perché è ovvio - tranne in situazioni felici come i parti - che uno vorrebbe starci alla larga, al netto delle prevenzioni utilissime per allontanare i rischi. Figuriamoci per i bambini.
Ecco perché è importante preparare i più piccoli, prima e durante una visita, un ricovero o un intervento in ospedale.
 

Prima dell’ospedale

Ci sono, ad esempio, ospedali che consentono le visite di genitori e figli prima dell’effettiva necessità cosicché i bambini possano vedere con i propri occhi dove andranno e cosa gli accadrà. Altro suggerimento per i genitori è quello di raccontare ai propri figli storie che hanno per protagoniste le loro volte in ospedale, con tanto di happy-end relativo al ritorno a casa. Importante, inoltre, è non nascondere nulla ai bambini: meglio essere sinceri, cercando naturalmente le parole più opportune, in modo tale che i figli non perdano fiducia nei propri genitori, elemento fondamentale nelle vicende ospedaliere. Fondamentale, poi, che i genitori non palesino alcuno stress: dalla tranquillità di mamma e papà dipende anche quella dei bambini.
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In ospedale

I bambini, in ospedale, hanno certamente bisogno di un genitore o di un membro della famiglia che conosce molto e di cui si fida. Inoltre, più il bambino è piccolo e più avverte la necessità di non stare solo, qualora si possa. Alcune ricerche, infatti, hanno dimostrato che la vicinanza del padre e della madre in ospedale, soprattutto di notte, aiuta il bambino a stare meglio più rapidamente, soprattutto se ha meno di cinque anni. Durante le visite, è importante che il bambino veda anche altri membri della famiglia, come i fratelli o le sorelle, con l’accortezza, però, che ogni visitatore sia in ottimali condizioni di salute.

Essenziale, poi, che il piccolo paziente in ospedale svolga delle attività, giocando con il personale addetto ad hoc e con gli altri bambini. Prima di un’operazione chirurgica i genitori devono farsi forza: è utile che stiano con il bambino nella stanza dove bisogna attendere che l’anestesia faccia il suo effetto. Accompagnarlo al sonno può essere, infatti, molto utile per ridurre l’ansia nel piccolo.
 

Quando non si può stare con il bambino

Nonostante la raccomandazione di cercare di trovare il modo per stare con i propri figli in ospedale, possono capitare situazioni in cui i genitori sono costretti a non poterlo fare. Cosa fare allora? Tre consigli:
  1. Visitare spesso il bambino in ospedale. Se questo non può avvenire, chiedere a qualcuno che conosce per bene il bambino di farlo al posto vostro.
  2. Informare il bambino sul momento in cui andrete a trovarli e se questo non ha la percezione del tempo, si possono usare espressioni del tipo: “dopo la prima colazione” o “dopo il pranzo”.
  3. Comunicare al bambino che non si sta con lui non perché non si vuole ma perché non si può (spiegando il motivo), utilizzando le parole più opportune.
In conclusione, la regola fondamentale per rendere meno traumatica possibile la presenza di un bambino in ospedale è lo stargli vicino e spesso, non trasmettendo ansie e preoccupazioni.

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21/04/2016
20/04/2016
TAG: Bambini | Pediatria | Mamma | Genitori
Walter Giannò
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Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere