In India sbarcano le info sanitarie di Google

in india sbarcano le info sanitarie di google
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere
Tessere sanitarie con lo scopo di dare informazioni sulla salute in maniera più rapida del normale.

Questa l’innovazione che Google - la popolare azienda statunitense che cura il motore di ricerca più usato al mondo - ha introdotto in India, dopo averlo già fatto negli Stati Uniti d’America e in Brasile.
In sintesi, ogni qual volta sarà consultato Google per ottenere informazioni su una determinata malattia, il motore di ricerca restituirà, tra i risultati, anche una scheda in cui saranno riassunti dettagli importanti, come i sintomi o se e quanto sia contagiosa.

Per raggiungere quest’obiettivo, Google ha collaborato con Apollo Hospitals e Columbia Asia Hospitals, entrambe strutture presenti in India, così da approfondire le malattie più presenti nel territorio, come la malaria e la febbre dengue.
 

Come funziona

Ma cosa accadrà quando un utente si troverà in una zona dove la connessione non è veloce? Ebbene, Google ha pensato anche a questo: la pagina con i risultati sarà caricata in una versione più leggera così da permettere anche a una connessione lenta di fare bene il proprio dovere.

Le schede (al momento oltre 400), oltre a informazioni testuali, avranno - ove possibile - anche illustrazioni di alta qualità, realizzate in collaborazione con i medici.
In più, chi effettuerà una ricerca, potrà scaricare anche una versione in PDF della scheda così da poterla stampare e conservare, disponibile in due lingue: inglese e hindi.
 

La precisazione di Google

Google, però, ha tenuto a precisare che i risultati delle ricerche non dovranno essere concepite come consulenze mediche ma solo come contenuti a carattere informativo: alla gente, infatti, si consiglia sempre di consultare un medico.

Prem Ramaswami, senior product manager di Google, sottolineando che “le condizioni di salute sono tra gli argomenti più ricercati da chi utilizza il motore di ricerca: una su venti”, ha affermato che “abbiamo lavorato a stretto contatto con un team di medici locali e internazionali per convalidare le informazioni inserite”.
05/04/2016
05/04/2016
TAG: Digital health
Walter Giannò
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Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere