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Sessualità e terza età: stereotipi e false credenze

Sessualità e terza età: stereotipi e false credenze

La sessualità nella terza età può essere piacevole, piena e matura. Basta stereotipi, atteggiamenti di vergogna o avversione.

'Nell’età avanzata il sesso non ha alcuna importanza e la vita degli anziani è asessuata!'; 'Se la persona anziana prova interesse per il sesso, è una persona disdicevole!'; 'Le persone anziane dovrebbero essere scoraggiate dal risposarsi dopo la morte del coniuge!'.

Queste sono solo alcune delle credenze che si trovano radicate nella nostra società. E purtroppo fanno ancora parte del bagaglio culturale dei familiari dell’anziano, ma anche delle figure professionali (medici, infermieri, sessuologi).

I familiari non considerano affatto l’argomento, per paura, vergogna o semplicemente per un atteggiamento di avversione; le figure professionali perché provano disagio nel dover parlare di sessualità con i loro pazienti anziani. Ma quali atteggiamenti hanno invece gli anziani nei confronti di questo argomento ritenuto per alcune fasce d’età 'un tabù sociale'?

Le persone anziane sono vittime degli stereotipi sulla sessualità molto più dei giovani. Per questo non è infrequente notare persone anziane che mantengono il silenzio, che considerano l’attività sessuale in età avanzata come qualcosa di grottesco, oppure fanno battute umoristiche, cercando di sorridere delle modificazioni della propria corporeità. Modificazioni che sono però del tutto fisiologiche!

È risaputo che l’età avanzata può provocare nella donna una riduzione della lubrificazione vaginale dovuta alla menopausa o una minore sensibilità clitoridea, mentre nel’uomo l’Erezione è meno valida e duratura. Questi cambiamenti possono essere espressione dell’invecchiamento dell’organismo, ma possono anche essere il campanello d’allarme di malattie; nell’uomo, ad esempio, l’Impotenza può essere il primo segnale d’allarme del diabete o di patologie cardiovascolari, mentre nella donna l’ipolubrificazione può essere legata a patologie ormonali o patologie autoimmuni.

Una volta esclusa la presenza di patologie che possono direttamente causare problemi nella sfera sessuale, la persona anziana può essere considerata come una persona in grado di avere e vivere una propria sessualità. È utile sapere che al giorno d’oggi esistono rimedi efficaci che possono fornire un aiuto alla sessualità dell’anziano; nel caso della donna, poiché problemi di lubrificazione vaginale sono spesso legati al quadro ormonale, una Terapia ormonale sostitutiva può essere sufficiente a superare le difficoltà; per l’uomo, invece, esistono vari tipi di pillole che hanno la capacità di promuovere il verificarsi delle erezioni naturali.

Oltre ai suddetti rimedi, che aiutano a superare problemi di ordine organico, è fondamentale assumere anche un atteggiamento meno giudicante e colpevolizzante nei confronti del sesso. Bisogna anzitutto partire dal presupposto che la sessualità nella terza età non può essere uguale a quella vissuta da giovani.

Il corpo cambia, ma ciò che rimane invariato è il desiderio. Imparare nuove modalità di fare l’amore e iniziare a conoscere parti del corpo forse mai considerate prima sono solo alcune possibili strategie per reinventarsi un nuovo modo di amare.

Tali strategie possono aiutare a riprendere nuovamente contatto con la propria fisicità e con quella del partner. La persona anziana ha in questo modo la possibilità di associare l’esperienza della sessualità vissuta come pura genitalità alla scoperta del piacere attraverso baci e carezze e di vivere così una sessualità più piena e matura.

 

A cura della Dott.ssa Erika Limoncin - Corso di Laurea in Sessuologia - Università dell'Aquila (coordinatore Prof. E. A. Jannini)

Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2017
4 minuti di lettura

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