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Robert Hooke e la cellula

Fu Robert Hook, uno dei più brillanti scienziati del XVII secolo, a coniare la parola cellula dopo aver osservato la struttura del sughero.

Nato a Freshwater nell'isola di Wight nel 1635, Robert Hooke fu uno dei più brillanti e meno conosciuti scienziati del XVII secolo. I suoi interessi furono molteplici e spaziarono nel campo della medicina, della fisica e della tecnica. Figlio di un curato, egli fu per la maggior parte del tempo istruito a casa da suo padre, finché entrò nella Westminster School a 13 anni.

Qui acquisì una grande padronanza in lingue antiche, imparò a suonare l'organo e conobbe tutti e sei i libri degli Elementi di Euclide. Hooke lasciò la scuola nel 1653 per passare ad Oxford, al Christ Church College, dove ebbe un posto come direttore del coro. Ad Oxford egli incontrò i primi ideatori della Royal Society, nella quale entrò a soli 28 anni come responsabile di laboratorio.

Nel 1658 divenne assistente di Robert Boyle e nel 1622 Curatore degli Esperimenti della Royal Society: si occupava di dimostrare i nuovi esperimenti ad ogni nuovo incontro dei soci. In qualità di Curatore egli poteva occupare delle stanze nel Gresham College, dove, nel 1665, fu nominato Professore di Geometria e si occupò prevalentemente di osservazioni astronomiche. Nello stesso anno apparve Micrographia, la sua opera più importante.

L'opera trasse spunto dall'osservazione, grazie ad un microscopio composto, di insetti di cui pubblicò l'anatomia in 32 tavole illustrate. Famosissima è l'immagine della pulce inserita in quest'opera, disegnata da egli stesso. Fu sempre grazie a queste osservazioni che egli vide, nella composizione di un pezzo di sughero, delle piccole 'celle', come quelle dei monasteri, coniando appunto la parola 'cellula' per definire tali strutture. Egli affermò di aver visto strutture simili anche durante i suoi studi sulle piante e sul legno degli alberi e fu chiamato dalla Royal Society a confermare le scoperte di microrganismi, quali batteri e Protozoi, effettuata da Leeuwenhoek.

Hooke si occupò dello studio della luce e propose una teoria secondo la quale le vibrazioni luminose si espandono in onde; egli affermò inoltre che le vibrazioni della luce possono essere perpendicolari alla direzione della propagazione. Anche i suoi studi sulla meccanica lasciarono un'impronta: nell'opera De Potentia Restitutiva del 1678 apparve la 'Legge di Hooke', la quale afferma che i corpi elastici reagiscono alle deformazioni impresse con una forza della stessa intensità di quella della deformazione.

Inoltre nel 1674 aveva anche pubblicato un Tentativo per provare il movimento della Terra, in cui forniva una teoria del movimento dei pianeti basato sul principio di inerzia ed equilibrio tra una forza centrifuga esterna ed una attrazione gravitazionale interna verso il Sole. Nel 1679, in una lettera a Newton, egli spiegò che l'attrazione verso il Sole era inversamente proporzionale al quadrato della distanza da esso.

Nel 1696 la salute di Robert Hooke cominciò a declinare, cominciando a soffrire di dolori al petto, gonfiore alle gambe, cecità, tutti sintomi di una possibile malattia Cardiovascolare o di Diabete. La morte sopravvenne il 3 marzo del 1703 a Londra.

Ultimo aggiornamento: 02 Aprile 2015
3 minuti di lettura

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