15-02-2006

A mia madre affetta da cirrosi da dieci anni è

A mia madre affetta da cirrosi da dieci anni è stato diagnosticato un epatocarcinoma multifocale di circa 9cm e 5cm di diametro. Dopo due serie di chemioterapia è stata sottoposta a Terapia di chemioembolizzazione. Dopo un periodo di apparente ripresa le sue condizioni si sono aggravate e ormai a detta dei medici le probabilità di sopravivenza si sono ridotte a pochi giorni o settimane. E' possibile che la Chemioembolizzazione abbia peggiorato le sue condizioni visto che prima di questa terapia non stava così male? Adesso la vogliono sottoporre a scintigrafia perchè sospettano che il tumore abbia avuto origine diversa e sia andato succesivamente in metastasi al fegato. E' possibile che solo dopo due mesi abbiano pensato a questa nuova IPOTESI considerando che mia madre faceva frequenti controlli?
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
La chemioembolizzazione purtroppo determina la uccisione, oltre che delle cellule tumorali, anche delle cellule sane. Pertanto è verosimile che dopo un ciclo di tale tecnica vi possa essere un peggioramento determinato dalla distruzione anche di tessuto “sano”. Infatti tale procedura non è indicata in quei pazienti che presentano di base una grave insufficienza epatica, che andrebbe certamente peggiorata. Non avendo dati sufficienti a disposizione, non è possibile interpretare le motivazioni per cui i medici che hanno in cura la paziente abbiano pensato ad una diversa origine del tumore primitivo.