

Ho 23 anni.
È da un anno che soffro di ansia, sono stata in depressione e ho sofferto di attacchi di panico per 6 mesi consecutivi, non uscivo di casa, piangevo, non mangiavo, questo mi ha portato ad essere ipocondriaca al massimo. Ogni sintomo che accusavo lo cercavo su internet, non facevo altro che andare dal mio dottore di base, sono arrivata anche in pronto soccorso per due volte consecutive perché accusavo un dolore al braccio sinistro, battiti cardiaci molto accelerati e non respiravo.
In questi 6 mesi non ho fatto altro che fare analisi del sangue, e in piu 4/5 ecg, tra cui una visita cardiologica fatta da un dottore privato che è venuto a casa mia. Non è mai uscito nulla, niente di preoccupante. Mi dicevano tutti che era ansia. Ho iniziato a fare un percorso con psicoterapeuta ma non mi serviva a nulla, da lì decidono di portarmi dallo psichiatra, mi ha segnato vari antidepressivi che ancora oggi prendo e grazie a quelli mi sono ripresa, ho ripreso in mano la mia vita. Quest’estate ho lavorato, sono stata benissimo, ma ora, da quando ho finito di lavorare e ho la mente più libera, inizio a sentire sintomi sempre riferiti al cuore, perché da quando soffro di ipocondria la mia fissazione è che sicuramente ho un problema al cuore.
In questi giorni/settimane la sento di nuovo l’ansia ma sento soprattutto in certi giorni, non sempre, dei vuoti al cuore, come se il cuore smettesse di battere e poi ricominciasse di nuovo. Soprattutto quando sono ansiosa, agitata o non riposata.
E sto iniziando di nuovo a fissarmi su questi sintomi.
Dovrei preoccuparmi?
Buongiorno,
da quello che racconta, la sua storia è molto coerente con un disturbo d’ansia associato a ipocondria, più che con un problema cardiaco reale. È comprensibile che lei sia spaventata, perché i sintomi che descrive si sentono davvero, ma questo non significa che indichino una malattia del cuore.
Lei ha 23 anni e ha attraversato un periodo lungo e intenso di ansia, depressione e attacchi di panico. In quei mesi ha fatto numerosi accertamenti oggettivi (analisi del sangue, diversi ECG, visita cardiologica), tutti risultati nella norma. Questo dato è centrale: un cuore giovane e strutturalmente sano non “nasconde” una patologia grave dopo controlli ripetuti negativi.
La sensazione dei “vuoti al cuore”, cioè l’impressione che il battito si fermi per un istante e poi riparta, è frequentissima negli stati ansiosi. Spesso si tratta di extrasistoli benigne, che diventano più percepibili quando si è:
– ansiosi o agitati
– stanchi o poco riposati
– molto concentrati sul proprio corpo
Il fatto che lei le avverta soprattutto nei momenti di tensione o quando la mente è più libera (come ora, dopo aver smesso di lavorare) è un elemento tipico dell’ansia. Quando l’attenzione non è occupata, il controllo sul corpo aumenta e ogni minima variazione viene amplificata.
L’ipocondria, inoltre, non è “immaginare” i sintomi: le sensazioni sono reali, ma vengono interpretate come pericolose. Questa interpretazione riattiva l’ansia, che a sua volta accentua i sintomi cardiaci percepiti. È un circolo vizioso molto comune.
Il dato che lei riporta che con la terapia farmacologica lei sia migliorata, abbia lavorato e vissuto un’estate serena è un altro segnale importante: se ci fosse stata una malattia cardiaca, non sarebbe sparita nei periodi di benessere emotivo.
Il rischio ora non è il cuore, ma ricadere nel meccanismo della rassicurazione continua (nuovi ECG, controlli ripetuti, monitoraggio del battito), che purtroppo rinforza l’ipocondria invece di ridurla.
Continui a seguire il percorso psichiatrico e lavori in modo mirato sull’ansia di malattia con il suo terapeuta perchè è lì che si gioca la vera partita.
Cordiali saluti
Federico Baranzini