02-07-2018

Anziana con manie di persecuzione

Salve. Fino a poco tempo fa mia nonna viveva da sola con mio zio, e nell'appartamento soprastante al suo dei comuni vicini. A partire da alcuni anni fa ha iniziato a lamentarsi con convinzione con mio zio e mia madre del fatto che i vicini le entrassero in casa di notte per rubarle il cibo dalla cucina o dalla dispensa (evenienza dimostratasi totalmente infondata). Dopo due anni di queste storie, mia nonna e mio zio si sono trasferiti in una casa divisa a metà tra loro due un altro figlio di mia nonna (stesso tetto ma utenze separate). Dopo un periodo di tranquillità ha iniziato dapprima a denunciare fantomatiche persone che si aggiravano intorno alla casa, ora dice che suo figlio, la nuora e suoi nipoti (scuola elementare e materna) le entrano in casa di notte per rubarle il cibo. Questo provoca ansia in lei, ma anche disagio in mio zio e mia nuora per via di queste accuse infondate visto che non esiste alcun motivo per cui questi fatti dovrebbero accadere realmente, sia perchè il figlio non ha problemi economici sia perchè non avrebbe problemi a chiedere qualsiasi cosa alla madre. Aggiungo infine che alcuni anni prima della comparsa del disturbo ha avuto una leggera ischemia cerebrale e che non è assolutamente aggressiva ma molto tranquilla, però irrequieta nel "confidare" questi "fatti" a mia madre. Qual è il vostro parere? Cosa dire a una persona che vive in una realtà diversa da quella esistente?

Risposta di:
Dr.ssa Silvia GarozzoDottore Premium
Specialista in Psicologia clinica e Psicologia e Psicoterapia
Risposta

Purtroppo questi sintomi fanno parte del deterioramento cerebrale. Datele ragione tranquillizzandola. In genere è una fase che passerà per arrivare ad una situazione di maggior remissività. Nel frattempo però è necessario consultare un neurologo che la può aiutare con dei farmaci.

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