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03-07-2018

Attacco ischemico

Salve, mia mamma, 68 anni, con familiarità per malattie cardiovascolari e in cura da anni con farmaci, una settimana fa ha iniziato ad accusare forti vertigini oggettive, acuite dallo spostamento della testa, difficoltà nel tenere gli occhi aperti, forte mal di testa e nausea. È stata ricoverata in ospedale e trattenuta per 7 giorni (è stata dimessa ieri) e a quanto abbiamo capito noi familiari ha avuto un attacco ischemico cerebrale, ma non abbiamo compreso la gravità, né cosa dovrà/potrà fare. Le è stata data una terapia da continuare a casa e fissata una risonanza magnetica all'encefalo con mdc tra 10 giorni.

Attualmente ha ancora un po' di sintomatologia vertiginosa, soprattutto quando si muove, ma è migliorata rispetto agli esordi, riesce a stare in piedi e a muovere qualche passo. È sempre stata lucida e cosciente, non riportando nessun danno fisico o cognitivo.
Le riporto il referto della Angio Tac che ha eseguito alcuni giorni dopo il ricovero:

"Nei limiti il calibro dell'arco aortico con minime calcificazioni di parete. Decorso tortuoso del tratto iniziale dell'a. carotide comune sinistra; il tratto distale extracranico dell'arteria carotide interna destra presenta un decorso articolarmente angolato descrivendo un'ansa stretta. Calcificazioni di parete a livello dei bulbi carotidei con netta prevalenza a sinistra. Piccole calcificazioni all'origine delle arterie vertebrali. Calcificazioni di parete del tratto intracranico dell'arteria vertebrale sinistra, lievemente ectasica. Tratto iniziale dell'arteria cerebrale posteriore sinistra in parte assente; ben rappresentata l'arteria comunicante posteriore sinistra. Non riconoscibile l'arteria comunicante posteriore destra. Minimi esisti vascolari nella corona radiata sinistra; non alterazioni del parenchima cerebrale dopo somministrazione di mdc per ev. In asse le strutture della linea mediana. Nei limiti l'ampiezza delle strutture ventricolari e degli spazi liquorali della base e della convessità. Nodulo di 3 mm nel segmento apicale del LSD compreso in esame, aspecifico."

Alla luce di quanto descritto, che prognosi può avere mia mamma? Si è trattato di un episodio grave e/o che potrà ripetersi visto che mi pare di capire la situazione sia abbastanza compromessa?

Risposta di:
Prof. Carlo Gandolfo
Specialista in Neurologia e Terapia fisica e riabilitazione
Risposta

L'angio-TC depone per una grave alterazione delle arterie a destinazione cerebrale ed intracerebrali di tipo aterosclerotico. Potrebbe essere stato un attacco ischemico in territorio vertebro-basilare. Penso che la RM sia indispensabile per una corretta diagnosi.

TAG: Anziani | Esami | Malattie della circolazione | Malattie neurologiche | Neurologia | Radiodiagnostica | Sistema Muscolo-Scheletrico | Sistema nervoso
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