L’infarto del miocardio è una delle più frequenti cause di accesso al pronto soccorso e rappresenta una della principali cause di morte nei paesi industrializzati. Un dolore al petto che si irradia al braccio sinistro: questo è il più tipico, ma non l’unico, sintomo dell’infarto, ossia l’attacco di cuore, che avviene in seguito alla rottura o erosione della placca aterosclerotica in un’arteria coronarica.

Questo evento mette in moto dei meccanismi che portano alla formazione di un coagulo, che blocca il flusso di sangue nel vaso interessato in modo totale o parziale. La conseguenza è la necrosi del tessuto cardiaco sottostante il vaso coronarico, non più irrorato. Per chi ne viene colpito, ovvero circa 140mila persone ogni anno in Italia, ogni minuto è prezioso. Di fronte ai sintomi non bisogna perdere tempo.

Come riconoscere un attacco cardiaco

Ecco i 5 segni per riconoscere un attacco cardiaco:

  • Dolore toracico
    L’infarto del miocardio ha diversi e numerosi segnali d’allerta. Il primo fra tutti è il dolore al torace. La sensazione è quella di una morsa che opprime il petto. In genere il dolore si manifesta solitamente con gli stessi sintomi sia nella donna sia nell’uomo.
    Non sono da sottovalutare i sintomi di un infarto nelle donne: gli stessi degli uomini ma spesso più sfumati e confusi. Sebbene comunemente si pensi che l’attacco di cuore sia un problema prettamente maschile, dopo la menopausa, quando viene meno la protezione degli estrogeni, il rischio per il sesso femminile aumenta notevolmente. Le donne sono generalmente poco consapevoli del loro rischio cardiovascolare, perciò spesso si tende a sottovalutare il problema e a non prendere in considerazione le avvisaglie.
    È importante invece fare caso ai segnali: il 30% dei casi di infarto riguarda infatti le donne over 60 e il recupero della funzione cardiaca dopo un infarto è frequentemente più debole nelle donne rispetto agli uomini. Di solito il dolore inizia dietro lo sterno, sulla parte sinistra del torace, o alla bocca dello stomaco. Successivamente si irradia alle braccia (soprattutto il sinistro), le spalle, la schiena, il collo e la mandibola.
  • Dolore al braccio
    Il dolore toracico si estende al braccio e sale lungo le spalle e il collo fino alla mandibola. È un dolore oppressivo, non puntiforme, che non peggiora premendo sul petto o con la respirazione ma si aggrava con lo sforzo. Nelle donne il dolore alla schiena in caso di attacco di cuore può manifestarsi in maniera più accentuata.
  • Difficoltà a respirare
    Ai sintomi sopra citati vanno aggiunti una difficoltà di respirazione, la nausea, le vertigini, una improvvisa sudorazione. Non sono questi i sintomi specifici dell’infarto ma se si presentano assieme al dolore toracico o al braccio bisogna agire tempestivamente per scongiurare il peggio. Nelle donne la difficoltà a respirare, in caso di infarto, è molto comune. Un segnale questo da prendere come un campanello d’allarme.
  • Nausea
    A volte la spia di un infarto è proprio la nausea. Improvvisa, come gli altri sintomi dell’attacco di cuore, se non è associata a problemi gastrointestinali o a un malessere di altro tipo può essere legata a un evento più grave contro il quale agire subito.
  • Tachicardia e stanchezza
    Stanchezza estrema, improvvisa e senza un apparente motivo, associata a giramenti di testa e fiato corto. Questa è un’altra spia da tenere in considerazione in caso di malessere improvviso. Il cuore può talvolta prendere a battere rapidamente e in modo irregolare oppure in altri casi rallentare molto la frequenza. Questi fenomeni, se si presentano frequentemente, non sono da sottovalutare. Meglio rivolgersi al medico per chiedere un parere esperto.

Fattori di rischio per l'infarto

Importante è conoscere i fattori di rischio dell'infarto del miocardio:

 

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Cosa fare in caso di dolore toracico da causa non chiara

La diagnosi di certezza di Infarto miocardico richiede l’esecuzione di un Elettrocardiogramma a 12 derivazioni che può essere eseguito dal personale del 118 e in Pronto Soccorso. Tale esame definisce se è presente una condizione di ischemia cardiaca acuta che necessita di uno specifico e tempestivo percorso terapeutico quale l’intervento di angioplastica coronarica percutanea, talvolta la somministrazione di farmaci fibrinolitici per sciogliere il coagulo occlusivo.

Più spesso il dolore toracico è il primo sintomo, transitorio, di un processo di rottura e riparazione della placca ateromasica e si configura nel quadro delle sindromi coronariche acute, che possono anche non creare alterazioni specifiche dell’Elettrocardiogramma. In questi casi è sempre necessario un breve periodo di osservazione in ambiente ospedaliero per eseguire uno specifico test ematico chiamato Troponina Alta Sensibilità (Troponina HS) che permette di evidenziare se il soggetto ha presentato una condizione di sofferenza del muscolo cardiaco nelle ore precedenti e quindi procedere a specifici percorsi diagnostici terapeutici.

Quindi in ogni caso di dolore toracico è sempre necessario attivarsi per effettuare una valutazione medica al fine di evitare di perdere tempo prezioso.