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02-05-2006

Broncopolmonite

Mia madre, affetta da epatite C (genotipo 2) da 13 anni, ha iniziato ad ottobre una terapia con peg-interferone + ribavirina. Dopo 17 settimane di pegasys 180mcg ha sospeso per diversi problemi (inizialmente la terapia non le dava effetti collaterali) quali forte tachicardia, sbalzi di pressione, forte debolezza, notevole abbassamento dei globuli bianchi. I medici comunque le hanno fatto continuare la ribavirina (5 pastiglie al giorno) per un totale di 5 mesi (da ottobre 2005 a febbraio 2006). I valori delle transaminasi durante la terapia si sono subito normalizzati, e l'HCV-RNA quantitativo al terzo mese di terapia era azzerato. Il disturbo continuo che mia madre lamentava assumendo la ribavirina era una tosse persistente. Sospesa la terapia le è stato diagnosticato un focolaio di broncopolmonite al polmone sinistro (senza febbre, solo con tosse secca e difficoltà a respirare) che ha trattato a casa con antibiotici. Dopo 10 giorni di terapia, il focolaio era esattamente come prima quindi da 10 giorni è ricoverata in ospedale per una terapia con flebo di antibiotici e cortisone. La terapia con interferone + ribavirina può essere la causa di questo focolaio? Può dare altri effetti collaterali anche a distanza di tempo dall'interruzione della terapia?
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
E´improbabile che la terapia con IFN possa essere stata la causa principale della infezione broncopolmonitica. Inoltre la terapia non da´effetti collaterali a distanza dalla sospensione.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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