15-04-2008

Buonasera dottore, sono un uomo di 35 anni e da

Buonasera dottore, sono un uomo di 35 anni e da circa un anno e mezzo mi è stata diagnosticata un’aritmia cardiaca così descritta: EXTRASISTOLIA VENTRICOLARE PERSISTENTE MONOMORFA. L’esame Holter effettuato nel gennaio 2007, ha evidenziato nell’arco delle 24 ore circa 1650 BEV, che praticamente si azzerano nelle ore del sonno. Il cardiologo che mi ha visitato ha eseguito anche una ecografia del cuore assicurandomi che il cuore è sano e che l’aritmia non è il sintomo di una patologia cardiaca ma di un problema di stess e di ansia. Mi ha quindi consigliato di assumere, all’occorrenza degli ansiolitici leggeri e di praticare con regolarità uno sport aerobico senza eccedere. Non ho mai assunto farmaci Beta-bloccanti. Da parte mia, ho notato a distanza di un anno dagli esami che i BEV sono aumentati e che la situazione è peggiorata. Non accuso battiti extrasistolici quando sono completamente rilassato e a riposo o prima di addormentarmi. Sotto sforzo, noto che il cuore ha un ritmo regolare come ha sempre avuto, ma nella fase di ripresa compaiono immancabilmente le extrasistoli. Accuso spesso un nodo in gola e la necessità di tossire regolarmente pur non avendo nessuna bronchite. Lei cosa mi consiglia di fare? La ringrazio infinitamente
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
La cosa più opportuna da fare è una valutazione clinica diretta da parte del suo Medico di Medicina Generale e/o di un Cardiologo di fiducia. Se non vi è effettivamente una patologia cardiaca sottostante mi pare che i consigli che le sono stati dati siano condivisibili. Comunque se lei è molto disturbato un tentativo di terapia con betabloccanti, iniziando a basse dosi, può essere ragionevole.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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